19 maggio 2011

pubblicato da: Redazione PetPassion

A differenza del suo nome esotico, il Balinese è di origine statunitense frutto degli accoppiamenti tra un Siamese e un Angora Prima di cominciare a parlare di standard di razza, quindi di forme, taglia, tessitura mantello e colorazioni, risaliamo rapidamente le origini del gatto Balinese. Agli inizi del ‘900 alcuni allevatori in America, incrociarono il […]

divaA differenza del suo nome esotico, il Balinese è di origine statunitense frutto degli accoppiamenti tra un Siamese e un Angora

Prima di cominciare a parlare di standard di razza, quindi di forme, taglia, tessitura mantello e colorazioni, risaliamo rapidamente le origini del gatto Balinese.
Agli inizi del ‘900 alcuni allevatori in America, incrociarono il gatto d’angora con l’ormai già selezionato e apprezzato gatto Siamese, nel tentativo di crearne una versione a pelo lungo. Lo scopo era di ottenere un pelo particolare, setoso al tatto che ricordasse quello del gatto d’angora ma che fosse unico nel suo genere. Nel 1928 il CFF (Cat Fanciers Federation) riconobbe un esemplare di un Siamese a pelo lungo come “Siamese Longhair”, ma la strada da percorrere era ancora lunga e tortuosa, tanto che molti allevatori decisero di abbandonare definitivamente il programma di selezione.
La storia ha inizio più tardi, nel 1950. Nel corso del programma di selezione della razza del Siamese, nacquero dei cuccioli con il pelo semi – lungo e visto che il loro pelo veniva considerato un difetto, vennero affidati come animali da compagnia.
Ma tutto cambiò quando due allevatrici di gatti Siamesi, la signora Marion Dorsey in California e la signora Helen Smith a New York, trovarono nelle loro cucciolate esemplari con questa caratteristica che li contraddistingueva: il pelo più lungo! Sono rimaste affascinate dalla loro incredibile bellezza ed entrambe decisero di avviare un programma d’allevamento, definendo questi primi esemplari come “Siamese a pelo lungo” (Siamese Long hair).
Gli allevatori della razza del Siamese, contestarono energicamente che si usasse la parola “Siamese” per definire questo nuovo standard, per loro era una mutazione non più desiderata. Fu Helen Smith che attribuì il nome “Balinese” a questa selezione, in quanto le sue grazie e la sua eleganza le ricordavano le danzatrici dell’isola di Bali, ma pensava altresì che il nome “Siamese Longhair” non si addicesse propriamente. 
Helen e Marion hanno lavorato insieme nel decennio degli anni ’50 per sviluppare un piano d’allevamento per ottenere il riconoscimento di questa nuova razza.
Dunque per merito di queste due donne e la loro lungimiranza nella selezione che oggi abbiamo il Balinese come razza riconosciuta da tutte le associazioni presenti nel mondo.

Gianni Di Sipio