9 settembre 2020

pubblicato da: PetPassion Redazione

Come vivere serenamente in condominio con il cane

Vivere in condominio significa rispettare i vicini e gli spazi comuni, contribuendo a garantire una serena convivenza. Ecco regole e consigli da seguire quando c’è un cane in condominio.

Vivere in città significa, spesso, abitare in un appartamento in condominio con vicini, dirimpettai, spazi comuni, regole e buon senso. Se in famiglia c’è un cane, poi, diventa ancora più importante capire come gestire gli spazi e il pet, sia per garantire la serenità del vicinato ed evitare lamentele sia per assicurare all’amico a quattro zampe le attenzioni e le libertà di cui ha bisogno.

Ecco quindi quali sono le regole per tenere i cani in condominio e i consigli per garantire tranquillità agli umani e agli animali.

Scopri i segreti per imparare a gestire il cane nei luoghi pubblici >>

 

Gli animali sono ammessi in condominio?

Chi abita in condominio e vuole adottare un animale domestico deve sapere che è possibile vivere con un pet in appartamento.

La legge n. 220 del 2012 presenta, infatti, 32 articoli dedicati al condominio negli edifici e sancisce, tra le altre cose, che i regolamenti condominiali non possono vietare di possedere o detenere animali domestici (nuovo articolo 1138 del codice civile, ultimo comma). Questo articolo è stato integrato nell’ottica di riformare quelle che sono le norme che regolano la vita in condominio, sulla base delle rinnovate esigenze degli italiani, che di anno in anno si dimostrano sempre più propensi alla vita con animali domestici in appartamento.

In questo senso, grazie a questa legge, chi si dimostra contrario alla presenza in condominio di un animale non può indire un’assemblea per proporre modifiche al regolamento o soluzioni più drastiche, come lo sfratto.

È importante sapere, comunque, che il condominio potrebbe richiedere l’estromissione di un animale domestico, anche se sono in circostanze specifiche: un esempio è la mancanza di igiene, che deve essere documentata dall’ASL.

La riforma parla di animali domestici, potrebbero quindi sorgere dubbi su quali sono gli animali effettivamente ammessi all’interno dei condomini: cani e gatti rientrano sicuramente in questa definizione, diversamente potrebbero esserci regolamenti che si oppongono alla presenza di animali esotici, ad esempio iguane.

Quali sono i benefici di avere un cane in famiglia? >>

 

Se sono un inquilino, il proprietario può vietare di tenere un cane?

La legge 220 del 2012 si esprime solo in materia di regolamento condominiale, non fa invece riferimento ai contratti tra locatore e affittuario. Non esiste infatti alcuna norma che vieta, nei contratti di affitto, il divieto a detenere un animale. Proprietario e inquilino, infatti, possono definire il contenuto del contratto sulla base delle specifiche esigenze. Qualora l’affittuario si trovasse a non rispettare la clausola che vieta la detenzione di un animale domestico, infatti, potrebbe dover lasciare l’abitazione per inadempimento.

 

I doveri del proprietario del cane in condominio

Una volta appurato che il cane può vivere in condominio, è bene approfondire quali sono le regole per tenere i cani in condominio. Il proprietario deve quindi essere conscio dei doveri che derivano dal convivere con un animale domestico. In generale si tratta di:

  • Garantire la sicurezza dei condomini e delle persone. Chi vive con un cane è responsabile del suo comportamento, in questo senso ci sono degli obblighi volti a preservare i vicini e chi vive nel condominio. Il cane deve essere tenuto al guinzaglio all’interno degli spazi comuni, sia all’aperto sia al coperto, e deve avere la museruola se di taglia grande. Per garantire, infine, pulizia e igiene, il proprietario deve sempre portare con sé la paletta e la bustina per gli escrementi.
  • Doveri sanitari. In questo senso è importante mantenere controllato il cane portandolo dal veterinario e prestando attenzione all’igiene quotidiana del pet. Inoltre, è indispensabile procedere con le vaccinazioni obbligatorie. In generale, il cane deve essere registrato all’Anagrafe Canina e avere il microchip e, oltre a essere vaccinato, deve essere sverminato e trattato contro i parassiti.

Fondamentale anche prestare attenzione ai cosiddetti orari di riposo, nel pomeriggio dopo pranzo e durante la notte, infatti, il cane non deve arrecare disturbo abbaiando. I cani si esprimono abbaiando, hanno quindi il diritto di utilizzare questo linguaggio, il padrone però deve impegnarsi per tenere tranquillo l’animale ed educarlo il cane, una soluzione potrebbe inoltre essere l’insonorizzazione dell’appartamento.

 

 

 

Approfondimento: Purina