12 agosto 2018

categoria: Curare gli animali

pubblicato da: Redazione PetPassion

Risale al 2003 la decisione dell’Enpa di affrontare la drammatica realtà dei combattimenti illegali con i fatti. È così che nasce il progetto “Ex-combattenti”. L’obiettivo è la riabilitazione di pit bull sequestrati al mondo dei combattimenti, e, se possibile, favorire la loro adozione. L’iniziativa ha coinvolto il centro di educazione e addestramento Gentle Team, da […]

Risale al 2003 la decisione dell’Enpa di affrontare la drammatica realtà dei combattimenti illegali con i fatti. È così che nasce il progetto “Ex-combattenti”. L’obiettivo è la riabilitazione di pit bull sequestrati al mondo dei combattimenti, e, se possibile, favorire la loro adozione.
L’iniziativa ha coinvolto il centro di educazione e addestramento Gentle Team, da allora impegnato nell’approfondimento dei metodi e delle tecniche per la rieducazione e il recupero di questi cani “difficili”.
Il compito che Gentle Team persegue con grande motivazione e sollecitudine è arduo e suscita reazioni che vanno dall’approvazione entusiasta a giudizi apocalittici. Difficile a credersi, ma le sentenze peggiori sono arrivate proprio da alcuni esperti (o presunti tali).
Ve ne riportiamo alcune:
«I progetti di recupero di ex-combattenti sono tutti delle idiozie. Non è possibile riabilitare un pit bull» (un allevatore di pit bull);
«Non capisco come si possa voler riabilitare dei pit bull ex-combattenti… dovrebbero essere tutti uccisi» (un docente universitario che studia il comportamento del cane);
«Non è possibile riabilitare un pit bull ex-combattente senza usare la coercizione, quei cani devono essere sottomessi con la forza» (un noto addestratore).
Queste affermazioni sono tutte viziate da pregiudizi o false credenze: si presume di sapere quali procedimenti e quali obiettivi si prefigge la riabilitazione, di sapere cosa sia realmente un pit bull e un ex-combattente o, peggio ancora, ci si riferisce a un retaggio di abusi mascherati da risultati.

Ma cosa vuol dire riabilitare un ex-combattente? La maggior parte delle persone è convinta che il principale problema di un educatore sia quello di gestire l’aggressività del cane da recuperare, soprattutto quella che può rivolgere agli altri cani. Ma il primo obiettivo di una riabilitazione è il benessere del cane: il suo equilibrio emotivo, la sua capacità di relazionarsi con l’uomo e con gli altri cani, a partire dal confronto necessario con gli effetti di anni di abusi, maltrattamenti, combattimenti.
La valutazione tramite i test aiuta a conoscerli e, dopo una iniziale fase di recupero, a definire un programma personalizzato. Le attività svolte con i cani non permettono solo di dare al cane degli strumenti per relazionarsi con gli educatori senza subire o causare problemi, ma servono prima di tutto a sviluppare le capacità psico-sociali del cane, a garantirgli una migliore qualità di vita.
Gentle Team riporta il caso di Wolly, un cane inizialmente molto insicuro ed eccitabile: «in presenza di risorse di valore tendeva a esibire comportamenti di frustrazione, abbaiava, rimbalzava addosso, alcune volte era arrivato ad aggredire».
La riabilitazione non ha cambiato la sua personalità, ma gli ha dato gli strumenti per fare di meglio: Wolly ha imparato a comunicare, a fidarsi e affidarsi, a avere un ottimo controllo emotivo. Wolly è stato uno dei primi “Ex-combattenti” ad essere stato adottato.

Tutti i cani che hanno subito abusi non solo possono, ma hanno il diritto di essere riabilitati. Il risultato dipende da molti fattori, ma proprio il progetto Enpa ha dimostrato, attraverso il rigore della ricerca scientifica, che è sicuramente possibile riabilitare pit bull ex-combattenti.
Il lavoro di Gentle Team ha anche il pregio di scardinare le numerose dicerie sui pit bull. La scelta del gruppo è stata quella di mettersi dalla parte di chi non sa e neppure pretende di sapere, ma che desidera conoscere. La conoscenza riguarda prima di tutto i singoli individui, perché nella riabilitazione ci si occupa di individui e non di generiche caratteristiche di razza.
Solo dopo anni di ricerca il gruppo di educatori del Gentle Team ha iniziato a considerare le caratteristiche di razza del pit bull e la ricerca è tutt’ora in corso.
I procedimenti applicati sono quelli che il Gentle Team promuove da anni, basati sulla comunicazione, la possibilità del cane di scegliere e il rinforzo positivo e sociale. Aborrito ogni ricorso alla forza e alla violenza con qualunque cane, a maggior ragione con cani che hanno subito traumi e abusi. (G.M.)

Ecco un saggio del lavoro di riabilitazione di Gentle Team su un cane ex-combattente: