11 aprile 2011

pubblicato da: Redazione PetPassion

Si chiama Oscar, ha occhi grandi ed espressivi ed un mantello color cioccolato, un insegnante in una scuola inglese, che ottiene dagli alunni “bulli”, quello che spesso i loro insegnanti non riescono ad ottenere. Gli alunni fanno lezione in un’aula isolata mentre il cane è lì che li sorveglia, pronto a sedare piccole risse, battibecchi […]

amici a quattro zampe

Si chiama Oscar, ha occhi grandi ed espressivi ed un mantello color cioccolato, un insegnante in una scuola inglese, che ottiene dagli alunni “bulli”, quello che spesso i loro insegnanti non riescono ad ottenere. Gli alunni fanno lezione in un’aula isolata mentre il cane è lì che li sorveglia, pronto a sedare piccole risse, battibecchi e distrazioni varie dai compiti.
Ne ha parlato il vicepresidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), Marco Melosi, commentando il caso del labrador, Oscar, premiato di recente in Inghilterra per i buoni risultati raggiunti in un istituto scolastico di Southampton, dove è stata notata una riduzione del 40% degli episodi di bullismo o comunque di cattiva condotta.
Il tutto rientra in una versione particolare di pet therapy (la terapia fatta con l’ausilio di animali), il cui programma prevede che gli alunni svolgano la lezione a stretto contatto con il labrador, pronto a controllare i più scalmanati.
La pet therapy è nata proprio dalle osservazioni di uno psichiatra infantile, Boris Levinson, che notò l’effetto benefico della presenza di un cane sui suoi piccoli pazienti autistici. In una classe elementare o media, l’animale può fungere da “catalizzatore” dell’attenzione dei ragazzi, entrando in contatto con loro e aiutando a modularne il comportamento.
I bambini controllano la loro voce e i loro gesti proprio per non spaventare il cane, si relazionano con lui creando una condizione di calma e un ambiente ideale per gli insegnati.
Il bullismo è un fenomeno molto discusso che purtroppo interessa anche tutte le scuole italiane. E un po’ dappertutto si stanno cercando soluzioni per arginare questa piaga. In questo caso però il  percorso è lungo, prevede studio, addestramento e dedizione del cane e del suo conduttore, non ci si può improvvisare, quando si ha a che fare con dei bambini.

Maria Pezzillo – Petpassion.tv