Le crisi epilettiche nel gatto sono molto più frequenti di quanto non si immagini e le cause sono diverse. Eccone alcune.

Sono diverse le cause che possono scatenare epilessia e crisi convulsive nei gatti. Seguendo un iter diagnostico suggerito dal veterinario, è possibile risalire alle cause, ma nel frattempo è bene sapere cosa fare per aiutare il gatto.

 

Crisi epilettiche nel gatto: cause

Spesso quando si parla di convulsioni e epilessia si tende a utilizzare i due termini come sinonimi, ma non lo sono. Con il termine di convulsioni si intende delle contrazioni involontarie di muscoli causate da alterazioni periodiche dell’attività elettrica del cervello. Le convulsioni possono essere classificate in vari modi. Riconosciamo per esempio:

  • Convulsioni epilettiche: non hanno una causa scatenante nota o apparente. Se sono ripetute nel tempo allora si parla di epilessia o sindrome convulsiva
  • Convulsioni non epilettiche: sono causate da disturbi potenzialmente reversibili come encefaliti, infezioni, trauma cranico, farmaci, ecc. Anche la febbre alta può causare una crisi convulsiva di natura non epilettica

Le crisi possono essere singole o a grappolo, possono manifestarsi con frequenza regolare o a intervalli imprevedibili. Nei cani spesso si hanno forme di epilessia idiopatica ereditaria, nei gatti questa è una forma molto più rara: quando nel gatto compaiono crisi convulsive, è più probabile che ci sia una patologia a carico dell’encefalo o qualche disturbo metabolico alla base.

Ecco alucne delle possibili cause di crisi convulsive nei gatti:

  • traumi
  • encefalopatia epatica
  • uremia da insufficienza renale
  • ipoglicemia severa
  • ipocalcemia
  • ipertrigliceridemia
  • policitemia vera
  • ipertiroidismo
  • ipertensione sistemica
  • encefaliti, meningiti, meningoencefaliti (virali, batteriche, micotiche, parassitarie)
  • encefaliti e meningoencefaliti immunomediate
  • alterazioni vascolarie (emorragie cerebrali, ictus…)
  • FIP
  • Toxoplasmosi
  • tumori a carico dell’encefalo
  • tossici e veleni (fra di essi ricordiamo: stricnina, organofosforici, carbammati, metaldeide, permetrine, piretroidi…)
  • epilessia idiopatica

 

Gatto con crisi epilettiche: sintomi

Gatto crisi epilettiche

Le crisi convulsive possono distinguersi in:

  • Generalizzate: contrazioni tonico cloniche involontarie, il gatto perde coscienza, perde il controllo degli sfinteri. In medicina umana si parla di “grande male”
  • Focali: colpiscono solamente una parte del cervello, non si ha perdita di coscienza. In medicina umana si parla di “piccolo male”

Tuttavia, non è detto che le forme focali iniziali non possano progredire fino a diventare forme generalizzate.

Tipicamente una crisi epilettica riconosce diverse fasi. C’è la fase pre-ictale chiamata anche aura: il gatto manifesta anomalie di comportamento, è più nervoso, cerca continuamente attenzioni, ha dei tremori involontari. In medicina umana in questa fase i pazienti dicono spesso di percepire odori particolari o sentire suoni specifici, uguali ogni volta. Successivamente si scatena la crisi vera e propria, la quale viene seguita dalla fase post-ictale. Questa fase ha una durata estremamente variabile: ci sono gatti che pochi minuti dopo la crisi vera e propria ritornano subito normali e altri che ci mettono ore (a volte fino a 48 ore). Durante la fase pre ictale il gatto potrebbe bere e mangiare in maniera ossessiva, essere sonnolento, essere ipereccitato o anche manifestare una cecità temporanea.

I sintomi delle crisi convulsive vere e proprie sono:

  • Tremori generalizzati
  • Il gatto non riesce a mantenere la stazione, cade riverso a terra
  • Movimenti a scatti
  • Arti irrigiditi
  • Movimenti di pedalamento o di corsa incontrollati e involontari
  • Inarca la testa
  • Vocalizzazioni
  • Perdita di conoscenza
  • Perdita di controllo degli sfinteri urinari e intestinali (il gatto urina e defeca)
  • Scialorrea
  • Aggressività

Solitamente un attacco epilettico di questo tipo dura 1-2 minuti. Se dura più di 10 minuti o si presentano crisi ripetute a grappolo, allora si parla di stato epilettico.

Nei gatti possono manifestarsi anche convulsioni parziali:

  • Tremori localizzati a specifici gruppi muscolari
  • Il gatto cerca ossessivamente di afferrarsi la coda
  • Morde oggetti o mosche che non ci sono
  • Aggressività

Esistono poi anche forme di “crisi di assenza”, di piccolo male. Il gatto tende a fissare il vuoto, non rispondendo agli stimoli oppure punta la testa contro il muro.

 

Crisi epilettica nel gatto anziano: cosa fare?

Una crisi epilettica in un gatto anziano può indicare di solito la presenza o di un disturbo metabolico legato a forme di insufficienza epatica, di insufficienza renale, ipocalcemia, ipoglicemia o di problematiche intracraniche collegate a forme tumorali, disturbi vascolari.

Se hai notato delle crisi epilettiche in un gatto, sia esso giovane o anziano, contatta il tuo veterinario: ti saprà fornire le giuste indicazioni sia su come trattare una crisi convulsiva, sia sull’iter diagnostico da seguire per cercare di capire la causa della crisi stessa (o se si tratti di una forma idiopatica). A seconda della frequenza e della gravità delle crisi, poi, ti indicherà anche quale sia la terapia più adatta.

Durante la crisi vera e propria, tieni il gatto al buio e in un ambiente tranquillo, in modo da non scatenare ulteriori crisi. Se il gatto durante le contrazioni tonico-cloniche sbatte la testa sul pavimento, metti un cuscino o una coperta sotto in modo che non si faccia del male. Elimina qualsiasi potenziale pericolo intorno al gatto e non mettere le mani in bocca al gatto cercando di tirare fuori la lingua perché non se la morda: in quella fase il gatto non ha controllo muscolare, la mandibola serrata sulla vostra mano potrebbe  provocarvi danni anche importanti.

 

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Approfondimento: Purina Friskies

Fonti: Medicina interna del cane e gatto, Nelson – Couto – Medicina Felina – Manuale Pratico di Gary D. Norsworthy, Mitchel A. Crystal e Sharon K. Fooshee