Allergia al gatto: tre consigli utili

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11 novembre 2015

pubblicato da: Redazione PetPassion

L’allergia al gatto può diventare un problema per chi ama i mici e la loro compagnia. L’allergia non è dovuta al pelo, come spesso erroneamente si crede, ma agli allergeni presenti nella saliva e veicolati sul pelo durante le operazioni di pulizia. Con la perdita del pelo, l’allergene si disperde facilmente nell’ambiente, si deposita sui […]

L’allergia al gatto può diventare un problema per chi ama i mici e la loro compagnia. L’allergia non è dovuta al pelo, come spesso erroneamente si crede, ma agli allergeni presenti nella saliva e veicolati sul pelo durante le operazioni di pulizia. Con la perdita del pelo, l’allergene si disperde facilmente nell’ambiente, si deposita sui mobili e sugli abiti e persiste a lungo, anche con le pulizie più radicali e addirittura dopo l’allontanamento dell’animale.

Ecco allora tre semplici consigli per ridurre gli effetti dell’allergia al gatto:

1) Adottare misure igieniche preventive: eliminate quanto più possibile i tappeti, le tende che non si possano lavare spesso, i sofà non sfoderabili e simili, perchè creano dei veri e propri serbatoi di allergene. Usate un aspirapolvere dotato di filtri e mettete sistemi di ventilazione con filtri ad alta efficienza.

2) Effettuare una vaccinazione anti-allergica: una buona pulizia e il trattamento con farmaci purtroppo non bastano per tenere sotto controllare l’allergia al gatto. Al momento l’unico trattamento radicale di questa forma allergica è rappresentato da una buona vaccinazione, come sancito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Esistono in commercio vaccini anche sublinguali, in compresse e in gocce, che quindi possono essere assunti senza difficoltà anche dai bambini più piccoli e hanno un’ottima tollerabilità.

3) Scelta del gatto: se ancora non avete un gatto, per i soggetti allergici è consigliabile scegliere un gatto Siberiano*… perché la proteina Fel D1, che è quella che dà allergia, è presente in quantità scarsissime nella saliva di questi mici. Inoltre, la percentuale di questa proteina si trova in misura diversa a seconda che il gatto è castrato, sterilizzato, maschio o femmina.

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