gatto abissino

Abissino, pronipote della dea Bastet

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13 maggio 2013

categoria: Gatti di razza

pubblicato da: Redazione PetPassion

Perché il gatto abissino si chiama così e quali sono le sue origini? Se in Italia è ancora molto raro, negli Stati Uniti è di gran lunga il gatto a pelo corto più diffuso. L’abissino è portatore del gene del pelo lungo: è dunque sempre possibile che in una cucciolata uno o più cuccioli nascano […]

Perché il gatto abissino si chiama così e quali sono le sue origini?

Se in Italia è ancora molto raro, negli Stati Uniti è di gran lunga il gatto a pelo corto più diffuso. L’abissino è portatore del gene del pelo lungo: è dunque sempre possibile che in una cucciolata uno o più cuccioli nascano a pelo semi-lungo, e in questo caso vengono chiamati “somali”.

Le origini del gatto abissino

Le sue origini risalgono a millenni or sono, tanto che sulle sue origini non ci sono indicazioni certe: all’apparenza il gatto abissino è molto simile ai gatti raffigurati nei disegni e nelle statue dell’antico Egitto, ma, a ben guardare, tutti i gatti raffigurati in quel periodo hanno più o meno la stessa costituzione snella, tipica delle razze orientali, con muso allungato e occhi a mandorla. E questi potrebbero anche essere stati gli antenati dei siamesi e del gatto egiziano, ormai estinto.

Così i gattofili si sono rivolti alla scienza, ma anche gli studi hanno dato esiti contrastanti: se la genetica ha dimostrato che la sua origine più probabile sia rintracciabile tra le coste dell’Oceano Indiano e alcune zone del Sud-Est Asiatico, alla fine dell’800, i resti mummificati degli antichi gatti Egizi e le riproduzioni negli affreschi tombali furono messi a confronto con i gatti viventi in Abissinia: si rilevò una perfetta congruenza soprattutto per quando riguarda le dimensioni e la tonalità fulvo-dorata del mantello. Scienza o non scienza, si è a quel punto diffusa l’opinione che l’odierna razza Abissina sia la diretta discendente dei felini Egizi che diedero volto e corpo alla dea Bastet.

Il nome del gatto abissino

Veniamo ora al suo nome: questo gatto si chiama “abissino” perché proprio dall’Abissinia (oggi Etiopia) proveniva il primo esemplare che abbia mai partecipato a una mostra felina europea (quella di Londra del 1868). Il suo nome era Zula, e si racconta che venne portato nel Vecchio Continente da un comando militare inglese. E fu proprio in Gran Bretagna che, nel 1882, la razza venne ufficialmente riconosciuta per essere presentata, l’anno successivo, alla famosissima esposizione felina del Crystal Palace di Londra.

Il carattere del gatto abissino

Dal portamento elegante e dalla spiccata individualità, gli abissini sono gatti particolarmente longevi. Attivi e vivaci, con una grande curiosità per tutto ciò che li circonda, sono intelligenti e dal carattere equilibrato. Ma hanno bisogno di molte attenzioni e di compagnia, tanto da manifestare chiaramente il loro disappunto se trascurati o lasciati soli troppo a lungo. Di norma vivono bene anche con altri gatti o cani, ma non amano i gruppi troppo numerosi.

Amano molto il gioco anche da adulti, tanto da avere bisogno, possibilmente, di uno spazio all’aperto dove muoversi e arrampicarsi. Per questa loro caratteristica sono gatti particolarmente adatti a famiglie con bambini, con i quali condividono volentieri il gioco. (B.P.)

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