14 agosto 2009

categoria: Salute

pubblicato da: Redazione PetPassion

Quando una malattia può essere trasmessa da un animale all’uomo si parla generalmente di zoonosi. In linea di massima questa eventualità è abbastanza remota, soprattutto se si rispettano le più basilari norme di igiene ed il buonsenso, come il lavarsi le mani. Tuttavia se un soggetto ha un sistema immunitario immaturo o indebolito, quale potrebbe […]

Quando una malattia può essere trasmessa da un animale all’uomo si parla generalmente di zoonosi. In linea di massima questa eventualità è abbastanza remota, soprattutto se si rispettano le più basilari norme di igiene ed il buonsenso, come il lavarsi le mani. Tuttavia se un soggetto ha un sistema immunitario immaturo o indebolito, quale potrebbe essere quello di alcuni bambini o di qualche anziano i rischi potrebbero aumentare anche se le probabilità sono più teoriche che concrete.
Nello specifico del gatto tra le zoonosi più frequenti citiamo la «malattia da graffio» detta anche bartonellosi nella quale il batterio se inoculato con un graffio o un morso si replica provocando gonfiore dei linfonodi di testa, collo, braccia, con febbre, dolori articolari, muscolari e affaticamento.
La risoluzione è generalmente breve e senza strascichi.
Sicuramente più fastidiose sono le tricofitosi (funghi della pelle) che compaiono generalmente sulle zampe o il muso dei gatti con zone prive di pelo, dalla forma circolare e squamose; l’uomo viene contagiato per contatto diretto con l’animale o tramite l’ambiente altamente contaminato dalle spore fungine. La lesione sull’uomo si presenta rotondeggiante, arrossata, a volte pruriginosa e con il bordo rialzato. La guarigione è piuttosto lenta ed avviene solo dopo la somministrazione di prodotti sia topici che sistemici.
La malattia più conosciuta è sicuramente la toxoplasmosi sostenuta da un protozoo Toxoplasma gondii. Il gatto viene contagiato tramite l’ingestione delle spore mangiando topi, lucertole, uccellini o altri animali infestati, diventando lui stesso escretore di spore. L’eliminazione delle spore dura circa due settimane e avviene una sola volta nel corso di tutta la vita; è importante ricordare che le spore possono diventare infettanti solo dopo qualche giorno dall’eliminazione.
Questa patologia, per valutazioni errate sull’epidemiologia e sulla patogenesi, viene spesso enfatizzata cosi che il gatto diventa il capro espiatorio, mentre per la maggior parte delle volte è del tutto incolpevole. La toxoplasmosi infatti non si contrae per contatto diretto con il gatto.
Le principali cause di infezione dipendono piuttosto dall’ingestione di carne cruda o poco cotta di animali nutriti con vegetali contaminati o verdure non ben lavate. Insomma, non diamo tutta la colpa al gatto! (G.M.)