9 dicembre 2016

pubblicato da: Marina Naddeo

Prima di adottare una tartaruga terrestre è importante sapere di quanto spazio e di quali cure ha bisogno questo affascinante animale: come si comporta durante il letargo, cosa mangia, qual è il suo habitat ideale e quali sono le sue abitudini da rispettare. Ce lo racconta l’esperto: Marco Marsili. Tartaruga di terra, le diverse tipologie […]

Prima di adottare una tartaruga terrestre è importante sapere di quanto spazio e di quali cure ha bisogno questo affascinante animale: come si comporta durante il letargo, cosa mangia, qual è il suo habitat ideale e quali sono le sue abitudini da rispettare. Ce lo racconta l’esperto: Marco Marsili.

Tartaruga di terra, le diverse tipologie

Il colore di carapace, la longevità e le dimensioni sono tre fattori che contraddistinguono le diverse tipologie di tartaruga di terra esistenti. Le Testudo Hermann, conosciute anche come testuggini di Hermann sono le tartarughe terrestri più comuni. Il loro nome è legato al medico e naturalista francese Jean Hermann, e la loro diffusione è molto vasta specialmente nelle zone del Mediterraneo, in habitat della costa che presentano dune sabbiose e un’abbondante vegetazione. Si tratta di una razza particolarmente longeva: alcuni esemplari possono infatti raggiungere oltre i 100 anni di età.

La testudo marginata è invece una tartaruga di terra dalle grandi dimensioni, ed è conosciuta anche come tartaruga sarda. Questa tipologia di testuggine è infatti diffusa specialmente in Sardegna e in alcune zone aride del Peloponneso. La sua caratteristica principale sono le squame marginali posteriori allungate, che la distinguono da altre razze di tartaruga di terra.

L’Italia, la Spagna, la Grecia e la Turchia sono invece alcuni Paesi dove è possibile trovare la tartaruga greca o moresca. Pur essendo molto simile alla Testudo Hermann, presenta una peculiarità tipica, ovvero dei piccoli prolungamenti cornei che si trovano sui lati delle zampe. Si tratta di una razza protetta, per cui è vietato raccoglierla in natura.

Tartaruga di terra, i consigli di Marco Marsili per allevarla al meglio

Si può allevare una tartaruga di terra in casa?

Assolutamente no. Le testudo non possono essere allevate né in casa né in terrario poiché non si riuscirà mai a ricreare la combinazione di elementi naturali che faranno crescere correttamente la nostra tartaruga. Solo esemplari ammalati o debilitati  è preferibile allevarli all’interno dotando il terrario di sistemi per mantenere le temperature costanti.

Di cosa ha bisogno una tartaruga di terra?

Aria aperta: la possibilità di fare movimento ma soprattutto la luce diretta del sole saranno sicuramente fattori fondamentali per la salute ed il benessere di questi animali.
Un terreno adatto: è necessario prevedere due zone. Una esposta al sole ed una ombreggiata per permettere alle tartarughe di ripararsi dall’eccessivo calore.
Recinzione della zona: deve contenere gli animali ma deve servire anche da protezione degli stessi da attacchi di eventuali predatori, prestando maggior attenzione ai topi.

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Come allestire lo spazio per allevare una tartaruga di terra?

Tartarughe autoctone: bisogna recintare una parte molto soleggiata del giardino con una rete metallica che poi dovrà essere coperta con doghe in legno per evitare che si arrampichi ed esca dal recinto. Predisporre anche soluzioni di copertura del recinto quando le tartarughe sono piccole per evitare attacchi di cornacchie o rapaci. Per le dimensioni dello spazio da recintare bisogna adeguarsi al proprio giardino ma più spazio le verrà concesso, meglio starà perché all’interno della sua zona, non solo si muove e dorme, ma si procura anche il nutrimento adatto con le erbe che vi crescono. E’ bene che all’interno del recinto si posizioni una casetta in legno dove possa ripararsi dalla pioggia e zone cespugliose dove riposare al riparo dal sole cocente. L’acqua è fondamentale sia sempre a disposizione in una ciotola bassa, per bere e per bagnarsi all’occorrenza.
Tartarughe alloctone, durante la stagione invernale, è opportuno allestire un terrario che mantenga parametri come la temperature e l’umidità consoni alle abitudini dell’ospite.

Come si comporta la tartaruga di terra durante il letargo?

In inverno la tartaruga scaverà una buca per interrarsi per il letargo; ma è possibile che, in regioni molto calde, faccia un periodo di estivazione, ossia s’interri per ripararsi dal caldo torrido.

Cosa mangiano le tartarughe di terra?

Sono animali erbivori che in natura si nutrono di piante ed erbe selvatiche che trovano nel loro cammino e che divorano golosamente strappandole da terra; in piena estate mangiano piante ed erbe secche.

  • Ecco le erbe fresche che predilige:
    › tarassaco, piantaggine, crescione, erba medica, trifoglio;
    › le pale di fico d’india possono essere offerte, ma sarà necessario togliere le spine.
  • In caso di necessità e mancanza di erbe fresche potremmo offrire:
    › cicoria, radicchio e scarola romana (che potremmo trovare in qualsiasi negozio alimentare);
    › frutta: fragole, lamponi, more, albicocche, fichi e ciliegie (da offrire con parsimonia in quanto di difficile digestione).
  • Altre cose da sapere:
    › Lasciare a disposizione un osso di seppia intero per fornire la quantità di calcio desiderata.
    › Si abbevera non troppo frequentemente ma se trova pozzanghere o rivoletti d’acqua beve, si immerge anche per defecare e urinare.

 

Per consigli sulla cura e il benessere della tua tartaruga, puoi contattare il servizio consumatori Purina:
al telefono chiamando il numero verde  800 525 505 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19

via web cliccando qui

marco-marsili-esperto-tartarugheSi ringrazia per l’intervista:
Marco Marsili
Esperto e scrupoloso allevatore di tartarughe terrestri ed acquatiche.
Marco nutre un particolare interesse per la specie Claudius angustatus, alla quale ha dedicato un sito Internet. Scrive articoli per la rivista Testudo Magazine. E’ socio della TSA e dedica parte del suo tempo ai centri di recupero con i quali collabora attivamente per la prevenzione dell’abbandono delle specie alloctone nel nostro territorio.