10 marzo 2014

categoria: Gatti di razza

pubblicato da: Redazione PetPassion

Il gatto Sacro di Birmania è uno splendido felino dagli occhi profondi color zaffiro e dal morbido mantello. Le sue origini si legano all’antica leggenda del tempio di Lao-Tsun… Dimensione: maschi 6 – 7 kg, femmine 4 – 5 kg Pelo: lungo o corto Carattere: vivace, adora i bambini Vita media: circa 14 anni Provenienza: Birmania Carattere […]

Il gatto Sacro di Birmania è uno splendido felino dagli occhi profondi color zaffiro e dal morbido mantello. Le sue origini si legano all’antica leggenda del tempio di Lao-Tsun…

Dimensione: maschi 6 – 7 kg, femmine 4 – 5 kg
Pelo: lungo o corto
Carattere: vivace, adora i bambini
Vita media: circa 14 anni
Provenienza: Birmania

Carattere del gatto Sacro di Birmania

Questo elegante felino è molto affettuoso ed equilibrato. Per il suo carattere tranquillo non ama la confusione. Gioca con piacere con i bambini, purché trattato con rispetto.

Caratteristiche fisiche del gatto Sacro di Birmania

Il Sacro di Birmania ha una struttura forte e possente. La testa è larga e tonda e le orecchie hanno le estremità arrotondate. Ha i piedi bianchi, grandi occhi color blu profondo e un morbido mantello.

Colore del mantello del gatto Sacro di Birmania

Le colorazioni possibili sono: seal, blu, chocolate, lilac, red, cream, squama e tabby. Di recente, si sono aggiunti i mantelli smoke e silver. Il colore si concentra sul muso, le orecchie, le zampe e la coda, mentre il resto del corpo varia dal beige dorato al bianco magnolia.

Leggenda e origini del gatto Sacro di Birmania

Secondo un’antica leggenda le origini di questo gatto di razza sarebbero legate al tempio di Lao-Tsun, custodito dai monaci Kittah e da 100 gatti bianchi. Un giorno i predoni invasero il tempo ed uccisero il Gran Sacerdote mentre era in meditazione con il suo gatto bianco avanti alla statua della dea Tsun-Kian-Kse, che presiedeva alla reincarnazione delle anime. Quando il gatto Sinh vide il suo amato padrone steso al suolo priva di vita, saltò sul suo corpo guardando intensamente la dea, come a chiedere vendetta. Sarebbe stata a quel punto proprio la dea a trasformane l’aspetto facendogli assumere l’attuale colorazione del manto dorato, come l’oro della propria effige, ed il color zaffiro dei suoi stessi occhi.
Le notizie sull’arrivo in Europa di questa razza sono altrettanto leggendarie. Secondo alcuni furono trafugati nel tempio. Sul punto di estinguersi più volte, la razza fu ufficialmente riconosciuta dopo la seconda Guerra Mondiale.

 

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(Foto di copertina: ©panthermedia.net/Nicole Böttcher)