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Parvovirosi nel cane e nel gatto

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5 marzo 2019

categoria: Salute animali, Slider

pubblicato da: PetPassion Redazione

Sintomi e cura della parvovirosi nel cane e nel gatto

La parvovirosi è una malattia virale ancora diffusa, seppure i vaccini sono riusciti a ridurne molto il contagio.

 

La parvovirosi è una malattia infettiva molto contagiosa, provocata dal Parvovirus, un virus molto resistente e contagioso, che può sopravvivere agli ambienti esterni e provoca una grave forma di gastroenterite nell’animale. Se non curato in tempo, l’animale malato può arrivare anche a morire, soprattutto se si tratta di un cucciolo. Vediamo dunque maggiori dettagli su una delle principali malattie del cane così da prevenirne il contagio.

 

Parvovirosi cane

Si tratta di una malattia prevalentemente canina, soprattutto per le modalità del contagio, che riducono la possibilità di coinvolgere altri animali domestici. Il virus viene infatti esplulso con le feci del cane, pertanto può essere trasmesso solo attraverso il contatto di un cane sano con le feci di un cane malato, o più in generale se entra in contatto con qualcosa di infetto.

Il principale problema di questo virus è che è diventato molto resistente agli agenti esterni, quindi può restare vivo anche diversi giorni all’aria aperta, al di fuori dell’organismo infetto. Ciò ne aumenta notevolmente le possibilità di contagio da parte di altri cani, anche se per fortuna la percentuale di coloro che si ammalano è molto bassa (circa il 20%), grazie alla diffusione delle vaccinazioni.

 

Parvovirosi gatto

La parvovirosi nel gatto è detta anche panleucopenia felina ed è una malattia infettiva molto simile a quella del cane; tuttavia il virus che la provoca è il Parvovirus del gatto, che è diverso da quello del cane. Per questo motivo la malattia può essere trasmessa solo da gatto a gatto e non coinvolge mai gli esseri umani.
Sintomi e cure sono gli stessi della parvovirosi nel cane e verranno analizzati nel prossimo paragrafo.

 

Parvovirosi: cause e sintomi

La causa del contagio è il contatto con le feci dell’animale infetto o con altri oggetti che contengono il virus.
In genere ciò accade in luoghi aperti, come un giardino pubblico o un’area riservata ai cani, dove possono entrare facilmente anche dei randagi, più esposti alla contaminazione perché meno vaccinati.

La malattia ha un periodo di incubazione di 3-7 giorni, superati i quali si manifesta in maniera violenta ai danni soprattutto dell’apparato gastro-intestinale: vomito, diarrea emorragica, mancanza di appetito e febbre alta sono i sintomi principali. La condizione di disidratazione è talmente grave che gli animali colpiti possono morire dopo poche ore dalla comparsa dei primi sintomi, specie se si tratta di cuccioli.

 

Parvovirosi: cure e prevenzione

Come per la gran parte delle malattie virali, non esiste una cura con farmaci, come ad esempio accade con l’antibiotico per sconfiggere i batteri. L’unica cura possibile è la vaccinazione, in genera da effettuarsi entro le prime 6-8 settimane di vita; prima di questo periodo infatti, il cucciolo gode ancora dell’immunità fornita dagli anticorpi della madre. Con il passar dei giorni l’efficacia immunitaria della mamma va diminuendo ed è necessario procedere alla prenotazione di un ciclo di vaccinazioni completo, per proteggere il piccolo.
È importante in tal senso seguire le indicazioni del veterinario, che conosce tutte le tempistiche necessarie per ciascuna vaccinazione e può garantire una protezione ottimale al cane o al gatto.

 

Il benessere del pet

Il medico veterinario è una figura importantissima per chi vive con un pet: oltre ad essere una guida per la scelta della corretta alimentazione, aiuta i proprietari a salvaguardare la salute degli animali ed a conoscere tutte le responsabilità legate all’adozione di un amico a quattro zampe.

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Foto: Shutterstock

Approfondimento: Purina