3 ottobre 2011

pubblicato da: Redazione PetPassion

I gatti provvedono autonomamente alla propria pulizia, ma a volte hanno bisogno del nostro aiuto: ecco come affrontare i casi più comuni. Le orecchie del micio, per esempio, devono essere pulite. Potete nettarle periodicamente usando del cotone asciutto, preferibilmente un dischetto. Evitate bastoncini o altri oggetti, perché potrebbero spingere i resti in profondità e all’interno […]

A me gli occhi!

A me gli occhi!

I gatti provvedono autonomamente alla propria pulizia, ma a volte hanno bisogno del nostro aiuto: ecco come affrontare i casi più comuni.

Le orecchie del micio, per esempio, devono essere pulite. Potete nettarle periodicamente usando del cotone asciutto, preferibilmente un dischetto. Evitate bastoncini o altri oggetti, perché potrebbero spingere i resti in profondità e all’interno del condotto uditivo possono svilupparsi dei parassiti, quindi per aiutarlo rischiereste invece di causargli danni. Afferrate, con delicatezza, l’estremità superiore dell’orecchio e pulite l’interno strofinando con movimenti delicati seguendo il verso di uscita del padiglione auricolare. Se le orecchie sono ben pulite, non presentano tracce di cerume. In caso di secrezioni eccessiva di pus, o se l’animale si gratta eccessivamente le orecchie, rivolgetevi al vostro veterinario.

Un dischetto di cotone vi sarà utile anche per la pulizia degli occhi: in questo caso è meglio se imbevuto di camomilla a temperatura ambiente, per le sue proprietà decongestionanti, ma in commercio esistono anche dei colliri specifici per la pulizia degli occhi dei felini. Strofinate delicatamente, sia sulla parte interna verso il naso, che esterna: gli occhi ben puliti non devono presentare secrezioni. Nelle razze a muso appiattito (come il Persiano), il drenaggio non è sufficiente e le lacrime tendono a colare ai lati del naso, formando così una macchia di colore brunastro, che può essere rimossa con del cotone asciutto. Un’eccessiva lacrimazione, se accompagnata ad arrossamento della congiuntiva e difficoltà a tenere gli occhi aperti indicano un’infiammazione dell’occhio (graffio, malattia virale…): ovviamente, andate dal veterinario.

Infine, i denti: anche su quelli del gatto tende a formarsi il tartaro che, con il tempo, provoca un’infiammazione delle gengive o, addirittura, la caduta dei denti. Qui non potete davvero essergli d’aiuto, se non nel fatto di somministrargli periodicamente cibo secco, in modo da pulire meglio i denti. L’unico modo per procedere alla detartrasi è portarlo a una visita: il vostro veterinario può asportare il tartaro dai denti del gatto dopo averlo anestetizzato.

Claudia Resta
Petpassion.tv – press@petpassion.tv