6 aprile 2011

pubblicato da: Redazione PetPassion

L’articolo 10 della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata dall’Italia con la Legge n.201 del dicembre scorso, in vigore dal prossimo primo luglio, cerca di mettere fine a una serie di pratiche molto diffuse in Italia. Ma il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, in una nota emanata il 21 marzo 2011, […]

cane con orecchie tagliate

L’articolo 10 della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata dall’Italia con la Legge n.201 del dicembre scorso, in vigore dal prossimo primo luglio, cerca di mettere fine a una serie di pratiche molto diffuse in Italia.

Ma il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, in una nota emanata il 21 marzo 2011, riapre lo scontro sulla corretta applicazione della Convenzione tentando di riaprire  la possibilità di tagliare code e orecchie ai cani, in particolare quelli utilizzati per la caccia e lo sport.

Nella nota si legge: “sussiste la possibilità di eseguire, in via eccezionale, interventi chirurgici non curativi ritenuti necessari sia per ragioni di medicina veterinaria sia nell’interesse dell’animale, beninteso qualora tali ragioni siano rilevate dal medico veterinario che se ne assume la responsabilità”.

Sempre nella stessa nota si fa diretto riferimento ai “cani impegnati in talune attività da lavoro nonché di natura sportivo-venatoria spesso espletate in condizioni ambientali particolari, quali in zone di fitta vegetazione che, comportando elevato impegno motorio, espongono notoriamente l’animale a rischio fratture, ferite o lacerazioni della coda, con ripercussioni sulla salute e sul benessere dello stesso”.

La deroga che il Ministro ha tentato di introdurre è in contrasto con il Codice Deontologico dei Medici veterinari secondo cui il veterinario deve dedicare la sua opera alla promozione del rispetto degli animali e del loro benessere. Nella convenzione, le uniche eccezioni fatte per il veterinario sono quando un intervento è necessario nell’interesse dell’animale o per  impedire la riproduzione. Quindi viene tutelato sempre l’interesse di un animale e non di una categoria di cani impiegati per una particolare attività.

Dopo questa nota del Ministro sorgono spontanei alcuni interrogativi: chi deciderà se il cane è da lavoro? Quali sono le ragioni che decideranno il taglio? Chi saranno i veterinari abilitati? Quale limite numerico è imposto per ogni veterinario? In vista di tutti questi interrogativi quali sono le vostre osservazioni?

Maria Pezzillo – Petpassion.tv