Cani in missione anti-pirateria

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2 novembre 2009

pubblicato da: Redazione PetPassion

Cani anti-droga con il fiuto per le sostanze stupefacenti, cash-dogs con il fiuto per i soldi e ora anche i cani anti pirateria con un olfatto finissimo, addestrati per fiutare materiale, cd e dvd, contraffatto. E’ la nuova frontiera della lotta contro il contrabbando di film e cd copiati, che ha messo in ginocchio l’industria […]

Cani anti-droga con il fiuto per le sostanze stupefacenti, cash-dogs con il fiuto per i soldi e ora anche i cani anti pirateria con un olfatto finissimo, addestrati per fiutare materiale, cd e dvd, contraffatto.

E’ la nuova frontiera della lotta contro il contrabbando di film e cd copiati, che ha messo in ginocchio l’industria mondiale discografica e cinematografica. Questi cani sono addestrati non per scoprire droga o esplosivo, ma policarbonato, e sostanze plastiche di cui sono composti i dischi. Oltre a Ruca, cane poliziotto della Guardia Nazionale Portoghese, condividono questa missione speciale altri colleghi a quattro zampe, sparsi nel mondo ( in Malesia, in Messico e in America): hanno imparato a girare per mercati e vie sospette e a scovare pile di materiale contraffatto.

I primi ad essere impiegati nella lotta alla pirateria sono stati due labrador, Lucky e Flo. Non sono stati reclutati dai servizi segreti ma da Dan Glickman, presidente dell’Associazione dell’Industria cinematografica statunitense (la Mpaa). Da cani abbandonati in un canile del nord Irlanda a celebri investigatori anti pirateria adoperati tra l’altro dalla polizia malese due anni fa per scovare merce illegale. Il loro contributo fu decisivo nell’individuare 150mila dischi pirata che erano nascosti all’interno di un negozio della capitale malese, posizionati dietro ad un pannello nascosto agli occhi degli agenti.

Ora Lucky e Flo, sotto la supervisione della Mpaa, sono in tournee, negli Stati Uniti e in Europa per sensibilizzare il mondo al problema della contraffazione di opere intellettuali.
Il loro allenatore, Michael Buchan, vicedirettore dell’intelligence della Mpaa, all’inizio non credeva in questo nuovo metodo e per primo è rimasto sorpreso dal risultato: «Ovviamente – spiega – gli animali non riescono a distinguere dischi originali da dischi falsi, ma laddove c’è il sospetto di contraffazione danno una grossa mano per scovare enormi quantità di materiale nascosto». (A.B.)