Torino: una città a misura di fido

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Non basterà più sostenere che i “cani non mi piacciono” ma si dovrà spiegare all’ufficio tutela animali che esistono validi motivi igienici e sanitari per mantenere il divieto e il cartello all’ingresso per i fido.
Altrimenti accesso libero nei ristoranti, nei negozi e in qualsiasi ufficio aperto al pubblico nel comune di  Torino. La capitale piemontese è la prima grande città dove si è deciso di invertire del tutto il principio a favore degli animali e il nuovo regolamento prevede che i cani possano salire, oltre che su bus e tram, anche sulla metropolitana. Rimangono esclusi solo ospedali, asini nido e scuole. Cancelli aperti, invece, nelle case di riposo quindi agli anziani non sarà più negata la possibilità di tenere fido in stanza, sfruttando anche gli spazi comuni, come i giardini. Così si tutela sia il diritto della persona, sia quello degli animali, che non sono più costretti a separarsi gli uni dagli altri.
Le nuove regole prevedono anche il divieto dell’uso di collari elettrici e bandiscono i botti, i petardi e i fuochi d’artificio, tranne per le feste canoniche, perché “stressano” gli animali, oltre a farli impaurire. E i commercianti che vendono animali non potranno più esporli in vetrina o in strada.
Anche in altre città si è già scelto di consentire agli animali domestici la piena libertà di movimento, ma non in modo così radicale. A Bologna dal 2009 cani e gatti possono entrare in tutti i locali pubblici, ristoranti compresi, ma i titolari possono a loro discrezione esporre il cartello che vieta il loro ingresso. Rimangono off-limits per gli amici a quattro zampe i negozi alimentari e i supermercati. Stesso limite a Napoli. A Palermo a decidere sono i proprietari dei locali. Anche a Firenze gli animali possono entrare e gli avvisi non hanno valore, se non come un semplice invito. Milano è molto più rigida: si preferisce tutelare la libertà dei negozianti a gestire gli spazi.