24 giugno 2011

pubblicato da: Redazione PetPassion

Oltre una settantina i cuccioli sequestrati dalla Municipale nell’operazione “San Rocco” provenienti dall’Ungheria. Smascherato il ricettatore. Un duro colpo alla tratta dei cuccioli dall’Est Europa è stato inferto dalle forze dell’ordine italiane a Cesena. Sono stati sequestrati 73 cuccioli di cani e un gatto provenineti dall’Ungheria e destinati a essere venduti in diverse regioni italiane. […]

traffico cuccioliOltre una settantina i cuccioli sequestrati dalla Municipale nell’operazione “San Rocco” provenienti dall’Ungheria. Smascherato il ricettatore.

Un duro colpo alla tratta dei cuccioli dall’Est Europa è stato inferto dalle forze dell’ordine italiane a Cesena. Sono stati sequestrati 73 cuccioli di cani e un gatto provenineti dall’Ungheria e destinati a essere venduti in diverse regioni italiane. Le razze dei cani in questione sono: san bernardo, bassotti, chihuahua e altre.

Tanti cuccioli sono stati ripetutamente comprati da un 24enne emiliano di Sant’Egidio che, con la complicità di un amico, stipava nella propria abitazione un allevamento, naturalmente contraffatto e illegale. Come spesso accade nei casi in cui sono coinvolti gli animali, tutto è partito da una segnalazione dei residenti alle Forze dell’ordine, che si sono resi conto del continuo via vai di furgoncini e della presenza di un numero eccessivo di animali nella casa del giovane. Gli animali, tutti di un’età compresa tra i 30 e 40 giorni, erano maltenuti e malnutriti. Entrambi denunciati, i ragazzi ora pagheranno in maniera salata il loro commercio abusivo di animali. I cuccioli sono stati curati e rifocillati e messi a disposizione per future adozioni.

Sono state trovate anche 200 “pet passport“, 3 pc e dieci cellulari con le rispettive sim che secondo gli inquirenti sarebbero state usate per vendere su internet, alla metà del prezzo, i cuccioli spacciandosi per un allevatore di cani. I cuccioli, hanno ricostruito gli investigatori, sono stati strappati dalla madre prematuramente, per farli entrati illegalmente in Italia prima dei 3 mesi di vita previsti dalla legge. A questi vanno sommati circa 40 giorni per tutte le vaccinazioni tra cui anche l’antirabbica, precauzione indispensabile che, secondo la municipale e l’Asl, non era stata somministrata agli animali.

Maria Pezzillo

Redazione Petpassion.tv

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