28 dicembre 2018

pubblicato da: PetPassion Redazione

Uno studio dell’Università di Rennes approfondisce il legame tra cani e uomo.

Uno studio dell’Università di Rennes dimostra che i cani hanno seguito l’uomo nelle sue migrazioni dall’Oriente all’Europa.

 

Che i cani fossero i migliori amici dell’uomo si è sempre saputo, ma ora sappiamo anche da quanto tempo: da 9.000 anni. In questo periodo precedente al Neolitico, gli agricoltori del vicino Oriente si sono spostati verso l’Europa, portando con sé gli amici a quattro zampe. Lo dimostra uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Rennes, che hanno analizzato il DNA di cento esemplari di cani vissuti nel periodo del Paleolitico, riscontrando delle differenze genetiche possibili solo a seguito di un incrocio tra animali appartenenti a zone geografiche diverse. Questa evidenza ha portato i ricercatori a concludere che durante la migrazione degli agricoltori che dall’Oriente si spostarono verso l’Europa, erano presenti anche i cani, che si sono poi intrecciati con i loro simili europei, cambiandone le connotazioni genetiche.

 

La migrazione di 9.000 anni fa

Circa 9.000 anni fa, molti allevatori e agricoltori del Medio-Oriente migrarono in Europa, portando con sé i semi di piante come grano e orzo e alcune specie animali, come capre e cani. Gli studiosi hanno potuto verificare che i cani hanno seguito esattamente lo stesso percorso dell’uomo, dimostrando quindi che erano al loro fianco durante il viaggio. I cani all’epoca erano necessari per controllare il pascolo e per difendere il territorio, ma sicuramente è impressionante il risultato di questa ricerca, che dimostra da quanto tempo questi dolci amici sono al fianco dell’uomo.

 

Per effettuare la ricerca sono stati analizzati circa cento esemplari di cani vissuti nel Paleolitico, provenienti da trentasette siti archeologici tra Europa e Asia. Si è verificato come i cani appartenenti al periodo pre-neolitico possedevano l’aplogruppo C mitocondriale, mentre gli esemplari post-neolitici avevano prevalentemente l’aplogruppo D. Ciò a dimostrazione che, a seguito delle migrazioni, c’è stata una modificazione genetica dei cani, dovuta all’intreccio tra le specie orientali ed europee.

 

Fonti:

http://www.ansa.it/

https://tg24.sky.it/

 

Foto: Shutterstock