Foto | Flickr

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Abbiamo già parlato du una tassa sugli animali domestici. Oggi pare proprio che cani e gatti, al pari di auto sportive, gioielli preziosi, oggetti d’arte e di antiquariato, obbligazioni e fondi di investimento. A quanto pare avere un animale domestico diventerà un lusso, le spese veterinarie sono state inserite nel redditometro, come indicatori di capacità di spesa.

In molti si stanno muovendo contro questa nuova legge, queste spese infatti non possono e non devono essere specchio dell’agiatezza: gli animali, come riconosciuto dal Trattato di Lisbona dell’Unione europea e dal Codice Deontologico dei Medici Veterinari, sono esseri senzienti e come tali hanno il diritto alla tutela della loro salute.

Le spese veterinarie è giusto che siano semplicemente una garanzia a tutela del benessere, della prevenzione e della cura degli animali, che come noi hanno esigenze sanitarie e come noi si ammalano e soffrono.

Oltre al disagio che questa legge creerebbe alle famiglie si devono considerare tutte le altre possibili ripercussioni negative, quali abbandoni e randagismo o sulla disincentivazione delle adozioni presso i canili.
S
econdo noi non è giusto che i nostri animali domestici e tutte le persone che li hanno adottati in maniera onesta risentano di questa pressione e abbiano vita dura, soprattutto in un periodo di crisi.

Ricordiamoci che i nostri pet non sono “beni”, tanto meno di lusso, ma esseri senzienti che ci offrono affetto e amore incondizionati, sono soggetti da tutelare e da curare, insomma necessitano di una assistenza veterinaria non soggetta a così forti pressioni fiscali. Voi che cosa ne pensate?