Gatti di razza: il gatto Savannah

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Fra le numerose razze di gatti, una merita una menzione particolare: è il gatto Savannah, che raccoglie numerosi estimatori anche in Italia.

 

Ci sono tantissime razze di gatti che difficilmente riusciremo a vedere nel corso della nostra vita. Tuttavia fra i gatti di razza non possiamo non parlare del gatto Savannah, razza ibrida dall’aspetto e dal carattere molto particolare. Non ci sono tanti allevamenti di Savannah, ma se vi siete innamorati di questo gatto, preparate psicologicamente il vostro portafoglio: rispetto ad altre razze di gatti più diffusi, un cucciolo di Savannah costa parecchio.

 

Bisogna poi ricordarsi di un dettaglio: in Italia è vietato per legge tenere in casa incroci e ibridi con animali selvatici, a meno che non siano di quarta generazione o successive. Questo vale anche per il Savannah. Per poter detenere un Savannah di prima, seconda o terza generazione, servono autorizzazioni speciali e, in più, i gatti in questione non si possono mai usare a scopo di allevamento.

 

Origine del gatto Savannah

Il Savannah è un gatto ibrido, cioè frutto di un incrocio fra un gatto domestico e un servalo, un felino selvatico originario dell’Africa. Il primo esemplare di Savannah è abbastanza recente: nacque il 7 aprile 1986 grazie a Judee Frank che incrociò una micia siamese con un servalo maschio. Lo standard di razza venne poi registrato solamente nel 2001 da TICA.

La peculiarità del gatto di razza Savannah è che le diverse generazioni vengono indicate con la lettera F seguita da un numero. Questa cifra fa riferimento alla quantità di genoma servalo presente in quel Savannah, il che indica anche il grado di selvaticità del soggetto:

  1. F1: prima generazione, un genitore servalo (servalo per il 50%);
  2. F2: seconda generazione, un nonno servalo (servalo per il 25%);
  3. F3: terza generazione, un bisnonno servalo (servalo per il 12.5%);
  4. F4: quarta generazione (servalo per il 6,25%);
  5. F5: quinta generazione (servalo per il 3,12%)

Un dettaglio da tenere in considerazione è che il maschio Savannah è sterile fino alla quinta generazione. Il che significa che è una razza difficile da allevare: ecco spiegato il perché del costo molto più alto dei cuccioli (in rete si trovano cuccioli di Savannah anche a migliaia di euro l’uno, e si arriva anche a 20.000 euro).

 

Caratteristiche e colore del mantello del gatto Savannah

Il Savannah è un gatto abbastanza imponente, arriva anche ai 15 chilogrammi, soprattutto le prime generazioni. La taglia, poi, si dimezza arrivando alla generazione F3. Nonostante la sua mole, il Savannah ha un aspetto slanciato e aggraziato, con orecchie molto pronunciate. Ricorda un po’ un gattopardo, sia come aspetto, sia come indole e agilità.

La testa è piccola e triangolare se paragonata al corpo, mentre le orecchie hanno la punta arrotondata. Anche il mantello a macchie ricorda quello di un gattopardo. Caratteristici anche gli occhi, con una linea scura che dalla palpebra superiore arriva in basso, fino ai baffi.

 

Carattere del Savannah

Essendo un ibrido fra un gatto selvatico e un gatto domestico, il Savannah ha un’indole piuttosto selvaggia, soprattutto nelle prime generazioni dove è maggiormente presente il DNA del servalo. Tuttavia il Savannah sa essere anche gatto che ama giocare, socievole, con cui non rischiate di annoiarvi mai. Il Savannah ama correre e saltare, ma non disdegna le coccole. È anche curioso e intelligente, svelto nell’apprendere e abbastanza interessato anche nei confronti degli ospiti.

È un gatto che ama i suoi umani, talvolta sembra quasi un cane: adora il gioco del riporto della pallina, segue ovunque il suo proprietario e può essere educato ad andare al guinzaglio.

Fate attenzione: i Savannah sono abilissimi ad aprire le porte degli armadi e ad afferrare ciò che gli interessa. Saltano anche molto in alto e adorano l’acqua.

 

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