4 settembre 2017

categoria: Salute, Slider

pubblicato da: Redazione PetPassion

Carie, tartaro, gengiviti, alitosi. Non è un problema solo umano, anche i cani soffrono di problemi ai denti. Purtroppo, però, molti proprietari, magari informati sui dettagli di patologie serissime e complicate, tendono a sottovalutare problemi come carie, tartaro e alitosi del cane. Va detto, a onor del vero, che solo da pochi anni si è davvero […]

Carie, tartaro, gengiviti, alitosi. Non è un problema solo umano, anche i cani soffrono di problemi ai denti.

Purtroppo, però, molti proprietari, magari informati sui dettagli di patologie serissime e complicate, tendono a sottovalutare problemi come carie, tartaro e alitosi del cane. Va detto, a onor del vero, che solo da pochi anni si è davvero preso coscienza dei problemi che una cattiva igiene orale può comportare anche ai cani. Eccovi dunque qualche consiglio per garantire al vostro cane un benessere completo. Lasciamo ovviamente al nostro veterinario il compito di istituire una precisa diagnosi, ma è fondamentale conoscere e quindi prevenire i problemi più comuni alla bocca del cane.

Denti del cane e alterazioni anatomiche

Si verificano quando le arcate dentarie sono troppo strette per contenere la dentatura dell’animale. Si osserva soprattutto in alcuni soggetti appartenenti di piccola razza, oppure a quelle brachicefale. Si tratta in genere di rotazioni abnormi, specie a carico dei denti premolari superiori. Esse sono determinate non tanto dalla dimensione dei denti stessi, assolutamente normali, ma piuttosto dalla troppo esigua dimensione delle strutture ossee destinate a sostenerli. Come è facile intuire, questa anomalia anatomica porta con sé parecchie conseguenze negative come difficoltà di masticazione, accumuli di detriti alimentari, formazione di placca batterica ed infine una grave forma infiammatoria delle gengive. E’ poi quest’ultima, come vedremo, che apre la porta da altre e più gravi alterazioni di tutto il cavo orale. Di solito, si ricorre all’estrazione dei denti ruotati ma questa, dobbiamo sottolineare, è una decisione che va lasciata solo ad un veterinario esperto.
Il sovraffollamento delle arcate dentarie non va invece confuso con un difetto di sviluppo più comune e, tutto sommato, molto meno preoccupante. E’ la persistenza dei denti “da latte” che, invece di cadere sotto la spinta generata dalla eruzione dei denti permanenti, resistono al loro posto, finendo per affiancarsi a questi ultimi. Come nel caso precedente, è un fenomeno che interessa le razze di piccola taglia e l’estrazione di questi denti riporta in breve la situazione ad una perfetta normalità.

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Denti del cane e placca batterica

Come per l’uomo, si tratta di uno squilibrio della popolazione batterica normalmente presente sulla superficie dei denti, specie laddove questi sono avvolti dalla gengiva. Col tempo, questa situazione porta ad uno stato infiammatorio cronico delle gengive e dei tessuti alveolari che, non potendo più trattenere adeguatamente il dente, alla fine, lo lasciano cadere. Ma non è tutto. Contemporaneamente a quanto abbiamo descritto, la placca batterica può andare incontro ad una specie di processo di cristallizzazione ad opera dei sali minerali contenuti nella saliva. Ed ecco finalmente un problema che conosciamo tutti sin troppo bene: il tartaro.

Denti del cane e tartaro del cane

Noto con il termine tecnico di odontolitiasi, l’accumulo di tartaro è, con tutte le alterazioni che lo accompagnano, di gran lunga la patologia del cavo orale più frequente nei cani adulti. Per decenni è stato considerato un problema esclusivo dei soggetti anziani e come tale ritenuto quasi come una sorta di “normale” e “innocua” degenerazione dell’età avanzata. Non è così, ma solo l’aspetto più evidente di una grave compromissione di tutte le strutture anatomiche che circondano il dente, le gengive, gli alveoli dentari e la stessa impalcatura ossea. In questi casi, solo l’opera del veterinario può contribuire in maniera determinante a sistemare le cose, con un intervento chiamato “detartarizzazione”.
L’intervento, sempre in anestesia generale, consiste nella ablazione del tartaro seguita da un accurata pulizia dei solchi gengivali e dalla eventuale estrazione dei denti più compromessi. Ristabilita una situazione soddisfacente, sta al proprietario attento il mettere in atto tutte le misure di prevenzione possibili, le stesse che è saggio attuare anche nei cani giovani che non sono ancora stati toccati da questo problema.

Come pendersi cura dei denti del cane: la prevenzione

Proprio come facciamo per noi stessi, la prima cosa da fare è evitare la permanenza di eventuali detriti alimentari su denti e gengive. Da questo punto di vista, un alimento di tipo secco è senz’altro più indicato di quello umido, grazie all’azione moderatamente abrasiva esercitata sui denti durante la masticazione. Ma non basta: occorre rimuovere quanti più residui di cibo rimasto. I cani, rosicchiando tutto ciò che capita loro a tiro (ciabatte, scarpe, scope…) in qualche modo si aiutano da soli, ma dal momento che per loro questi sono quasi sempre dei giochi vietati, è fondamentale fornire loro qualche strumento sostitutivo. In commercio, tra l’altro, esistono dei buoni prodotti da sgranocchiare, specifici per l’igiene orale, ma se quello che è buono per noi è quasi sempre valido anche per loro … la soluzione migliore resta il caro vecchio spazzolino!
Sono sempre di più i veterinari che consigliano di spazzolare quotidianamente i denti di cani e gatti, anche se sappiamo perfettamente che la cosa più comportare qualche difficoltà: non è quasi mai facile “convincere” un cane adulto, per quanto affabile sia, a farsi mettere le mani in bocca. Quando invece questo fosse possibile, tenete presente da qualche anno vengono commercializzati dentifrici specifici dal gusto per loro gradevole.

(fonte: “l’igiene dentale del cane”, Dr. Paolo Sparaciari, 1/4/2002)

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