4 giugno 2011

pubblicato da: Redazione PetPassion

Sono più di centomila gli animali da sterilizzare in sole cinque regioni italiane, quelle più problematiche: arginare gli abbandoni è prioritario. Serve uno scatto in avanti nella campagna di sterilizzazione dei cani randagi, specialmente nelle regioni del centro e sud Italia, dove sono ancora oltre mezzo milione gli esemplari di cani da sottoporre a sterilizzazione […]

Cani randagi sul lungotevere romano

Cani randagi sul lungotevere romano

Sono più di centomila gli animali da sterilizzare in sole cinque regioni italiane, quelle più problematiche: arginare gli abbandoni è prioritario.

Serve uno scatto in avanti nella campagna di sterilizzazione dei cani randagi, specialmente nelle regioni del centro e sud Italia, dove sono ancora oltre mezzo milione gli esemplari di cani da sottoporre a sterilizzazione obbligatoria. In particolare, la situazione più grave si conferma in cinque regioni: Puglia, Campania, Lazio, Sicilia e Sardegna, in cui la presenza della popolazione randagia canina è ancora notevole e purtroppo la filiazione dei cani randagi e di quelli abbandonati ogni anno produce un incremento ulteriore, pur se contenuto.

E’ quindi necessario far partire una seria campagna per la sterilizzazione dei cani randagi, ivi compresi quelli non presenti nei canili. In particolare, al sud occorre procedere in maniera spedita con le sterilizzazioni di almeno 100.000 randagi l’anno nelle cinque regioni dove il fenomeno del randagismo è ancora diffuso, e allo stesso tempo occorre arginare il fenomeno degli abbandoni, che riguarda molto spesso i cuccioli e i cani giovani. Tanti vengono abbandonati dopo l’acquisto natalizio, ma vi sono anche molte cucciolate di cani pastori (specialmente maremmani) lasciate a se stesse dai pastori durante la transumanza e questo è un fenomeno tipico che si ripete da anni nella Maremma toscana, in Abruzzo e nell’alto Lazio.

“Solo con un piano quinquennale che sia finanziato con un fondo certo europeo possiamo arrivare nel giro di sei o sette anni a risolvere la questione del randagismo in Italia e nel resto dei paesi europei,” afferma Lorenzo Croce, presidente nazionale di AIDAA. “Respingiamo duramente invece le varie proposte che ogni tanto si levano da diverse parti e che parlano seppur timidamente di reintrodurre l’eutanasia già presente nelle perreras spagnole come forma di controllo del randagismo anche in Italia. E’ una vergogna solamente poter pensare di tornare ad ammazzare i cani ed i gatti, quello che serve invece è potenziare le campagne di adozione dei cani presenti nei canili italiani e le sterilizzazioni della popolazione canina randagia, e allo stesso tempo ridurre sensibilmente il commercio di animali, in particolare di cani e gatti il cui 20% viene poi abbandonato nel corso del primo anno di vita dell’animale”.

Claudia Resta
Petpassion.tv – press@petpassion.tv