9 agosto 2010

pubblicato da: Redazione PetPassion

Prima o poi doveva succedere. Sono mesi che diciamo che in Puglia cosi come nel resto del sud esiste il problema dei cani randagi. Questa volta è toccato un bambino in provincia di Foggia. In Puglia vivono allo stato libero 120.000 cani randagi e sono molti i comuni che non sono in regola con le […]

cani-randagiPrima o poi doveva succedere. Sono mesi che diciamo che in Puglia cosi come nel resto del sud esiste il problema dei cani randagi.
Questa volta è toccato un bambino in provincia di Foggia. In Puglia vivono allo stato libero 120.000 cani randagi e sono molti i comuni
che non sono in regola con le normative previste dalla legge 281/91 che detta le norme per la lotta al randagismo.

Ogni anno siamo qui a ripetere che nel sud Italia oltre 1.500 comuni non hanno ne servizio di raccolta dei cani randagi, ne canili.
E laddove i canili ci sono pieni ed in alcuni casi in mano alla criminalità organizzata che usano i cani come un vero business. Non
esistono o si praticano in maniera poco concreta le campagne di sterilizzazione dei randagi.
Se non si da una seria svolta incentivando le campagne di sterilizzazione, di recupero dei cani randagi, e se non si svuotano i canili favorendo le adozioni il problema non si risolverà mai. Stesso discorso vale per gli abbandoni estivi dei cani che pur essendo il sensibile diminuzione su scala nazionale, sono ancora un fenomeno che và contrastato con la massima forza.

“Quelli che abbandonano i cani se individuati vanno processati per direttissima e carcerati per il periodo previsto dalla legge- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- occorre avere il pugno di ferro anche con quei sindaci che non applicano le ordinanze e non hanno servizi di raccolta e cattura dei randagi. Se si vuole davvero affrontare in maniera seria anche al sud la piaga del randagismo non
servono grandi cose basta applicare alla norma le leggi vigenti e laddove le situazioni sfuggono di mano occorre nominare dei commissari
ad acta che abbiano il potere di far applicare la legge. Solo incentivando la lotta al randagismo attraverso le sterilizzazioni e le campagne di adozioni – conclude Croce- combattendo nel frattempo la criminalità che sui cani fanno business si potranno trovare le soluzioni che permettano di ridurre il numero dei cani randagi e allo stesso tempo il rischio che avvengano fatti come quello di oggi di cui è vittima un bambino a cui ovviamente auguriamo di riprendersi il prima ed il meglio possibile”.