17 luglio 2009

categoria: Salute

pubblicato da: Redazione PetPassion

La stragrande maggioranza dei farmaci utilizzati in campo veterinario per curare gli animali, specialmente quelli d’affezione, deriva dall’uso in campo umano. Talvolta è anche capitato che farmaci studiati per curare malattie animali abbiano cambiato la vita di esseri umani, affetti da malattie gravissime. Nel caso però della lotta al cancro degli animali il raggio d’ […]

La stragrande maggioranza dei farmaci utilizzati in campo veterinario per curare gli animali, specialmente quelli d’affezione, deriva dall’uso in campo umano. Talvolta è anche capitato che farmaci studiati per curare malattie animali abbiano cambiato la vita di esseri umani, affetti da malattie gravissime. Nel caso però della lotta al cancro degli animali il raggio d’ azione di un veterinario è stato limitato all’uso dei soli farmaci di derivazione umana. Da oggi però non sarà più così: l’FDA (Food and Drugs Administration) – il severo organo di controllo americano – ha approvato l’uso di un farmaco antitumorale specifico per il cane e studiato appositamente per lui. «Caro dottore», così inizia una comunicazione inviata a tutti i veterinari americani «la Pfizer Animal Health è orgogliosa di comunicarle una buona notizia. La FDA ha approvato il primo farmaco antitumorale per esclusivo uso veterinario, il toceranib fosfato, che entrerà a pieno regime sul mercato Usa entro pochi mesi con il nome commerciale di Palladia (attualmente può essere usato solo dagli specialisti in oncologia veterinaria)»

L’antitumorale canino, che agisce distruggendo le cellule neoplastiche e “affamando” il tumore, sarà il farmaco d’ eccellenza nel trattamento del mastocitoma, tra i più frequenti tumori cutanei della specie canina che si diffonde rapidamente agli organi interni diventando letale. Questo tipo di cancro rappresenta, 1 su 5 casi di tutti tumori maligni che colpiscono i cani e finora solo la chirurgia associata alla radioterapia e alla chemioterapia poteva ottenere risultati, sempre che non fosse già coinvolta gran parte dell’organismo.

“Si tratta di un importantissimo passo in avanti per la medicina veterinaria, ed in particolare per la produzione di farmaci sicuri ed efficaci per i cani”, ha detto Bernadette Dunham, direttore del centro per la medicina veterinaria della Fda.(A.B.)