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Severino, la storia di un gentil gatto

by • 5 luglio 2018 • Pet della Settimana, SliderComments (0)401

L’animo buono e gentile di Severino ha conquistato subito Anna e sua madre, che lo hanno accudito per due anni, fino a quando la sua indole randagia non lo ha fatto tornare solitario

 

Severino era un grosso micio dal pelo grigio scuro tutto arruffato, con due occhi grandi e pieni d’amore. La sua indole randagia è stata per due anni conquistata dalle attenzioni di Anna e sua madre, le salvatrici umane del micio. Nonostante le cure e l’amore ricevuti, l’indole libertina di Severino alla fine ha avuto la meglio.

 

Nome: Severino

Specie: gatto

Razza: gatto non di razza

Luogo in cui vive: Scarlino

Mamma umana: Annie24

Segni particolari: adorava il cibo

 

Un gatto dall’animo nobile e il cuore dolce

Il primo incontro fra Severino e le due salvatrici umane Anna e sua madre è avvenuto nel luglio del 2015. Le donne, aprendo il portone di casa, si sono trovate di fronte un grosso gatto, anche se fisicamente deperito. “Stava bello spaparanzato sul pavimento, certamente era un po’ incuriosito dalla nostra presenza, ma non era affatto spaventato, tanto che potemmo affiancarci a lui in men che non si dica”. Pur essendo alto e slanciato Severino aveva fame, e apprezzò molto il cibo e l’acqua che Anna e sua madre gli offrirono. “Mangiò tutto molto voracemente”, racconta Anna, “e devo ammettere che col tempo capii che l’appetito era senz’altro il suo punto forte”.

Nonostante fosse un gatto randagio, Severino sviluppò un forte attaccamento per le sue mamme umane. “Il nostro gatto amava l’indipendenza ed è per questo che decidemmo di continuare a fargli condurre una vita all’aperto, facendolo giocare nel nostro giardino lasciandolo libero di esplorare tutto il nostro condominio”. Anna predispose per Severino una calda cuccia davanti all’androne del portone dove lo aveva incontrato per la prima volta e il gatto sembrò apprezzare molto il gesto. La mamma umana poi si preoccupò di documentarsi sulla tipologia di razza, il cibo migliore e l’età del micio, in modo da garantirgli tutte le cure e le attenzioni necessarie. “Adoravo vederlo mangiare” dice Anna, “e adoravo procurargli il cibo che più gli piaceva”. Pur essendo un gatto randagio Severino era un vero e proprio cavaliere dall’animo gentile e buono, che amava molto le carezze, soprattutto quelle prima, durante e dopo i pasti.

“Col tempo sviluppò altre abitudini molti particolari e dolci: appena aprivamo la porta di casa nostra, lui si metteva su due zampe e allungava quelle anteriori per prendere il portachiavi, che oscillava dal portone; poi era addirittura stato capace a modulare il suo miagolio affinché fosse del tutto simile al nostro CIAO, infatti quando la sera lo salutavamo e pronunciavamo le parole “Ciao Severino”, lui fiero e felice imitava subito quella parola”. Ma non solo: quando la madre di Anna scendeva per buttare la spazzatura, Severino “la scortava, appunto come un cavaliere, giù per le scale ed aspettava che mia madre risalisse, voltandosi più volte indietro per sincerarsi che lei fosse proprio alle sue spalle”.

 

Quando lo spirito di libertà vince su tutto

“Il nostro gattone purtroppo ci ha lasciato in una fredda notte di dicembre. Purtroppo, chissà per quale motivo aveva deciso, dopo 2 anni di convivenza con noi, di seguire il suo spirito avventuriero e per giorni non lo trovammo più davanti casa nostra”, racconta Anna. La donna e sua madre si misero subito alla ricerca del micio, e alcune volte riuscirono a ricondurlo a casa.

Ma alla fine l’animo libertino e selvatico di Severino ha avuto la meglio, senza però riservare per il gatto un lieto fine: “dopo una breve ma dolorosa malattia polmonare e una grave denutrizione (ancora peggio di come lo avevamo trovato davanti casa 2 anni prima) si è spento presso la clinica veterinaria”. Nonostante la paura di non aver fatto abbastanza per Severino, Anna è consapevole che quel gentil gatto ha donato a lei e sua madre “2 anni di gioie, di risate, di amicizia e di amore incondizionato” e che non sono state loro a scegliere di aver cura di lui, ma è stato Severino a scegliere la loro famiglia per essere accudito con tutto l’amore che non aveva ricevuto fino ad allora.

 

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