8 giugno 2018

pubblicato da: Redazione PetPassion

Una notte d’amore per combattere il randagismo in Europa dove sembra che l’unico modo per risolvere il problema sia eliminare cani e gatti. Dire no alla pena di morte per i cani in Europa con un gesto simbolico d’amore. Questo è il messaggio proposto dall’Aidaa nella nuova iniziativa “Una notte d’amore per dire no alla […]

cane randagioUna notte d’amore per combattere il randagismo in Europa dove sembra che l’unico modo per risolvere il problema sia eliminare cani e gatti.

Dire no alla pena di morte per i cani in Europa con un gesto simbolico d’amore. Questo è il messaggio proposto dall’Aidaa nella nuova iniziativa “Una notte d’amore per dire no alla pena di morte dei cani e dei gatti in Europa”. Promossa per raccogliere quante più firme e consensi per porre fine a quello che è diventato un vero e proprio genocidio di massa nei confronti dei cani randagi.
Si tratta di un evento su Facebook che avrà luogo la notte del 21 giungo prossimo. Partecipare è semplicissimo, basta essere in coppia e consumare un rapporto d’amore come simbolo d’amore nei confronti dei poveri animali destinati a morire. L’obiettivo è quello di coinvolgere almeno 50.000 coppie in tutta Europa.
L’associazione italiana lavora da diverso tempo per una raccolta di firme a livello internazionale per la richiesta alla commissione parlamentare Europea di una legge che vieti, una volta per tutte, la pena di morte dei cani randagi. Con la raccolta firme, l’associazione chiede anche che venga istituito un piano quinquennale, finanziato con un apposito fondo strutturale Europeo, per le sterilizzazioni, da considerare unico mezzo per controllare la demografia canina e il randagismo. La proposta è contenuta in un documento intitolato “Nuovi diritti per gli animali in Europa”.
Nonostante tutto ciò, sembra che il destino di tre milioni di cani in Europa sia ormai segnato: in Romania sta per essere varata una legge che decreta l’abbattimento dei randagi malati entro la fine del 2011, una legge che si contrappone alla direttiva Europea che prevede il carcere per due anni a tutte le persone che uccidono dei cani. Anche la Spagna adotta una decisione simile nei confronti dei randagi, pratica che costa la vita a decine di migliaia di esemplari nelle “perreras” (i canili spagnoli).

A questo proposito i governi nazionali, che difficilmente potrebbero seguire il modello del “cane unico” adottato da Shanghai, dovrebbero lavorare per adottare normative interne e a livello comunitario per arginare questa piaga, consentendo ai cani di strada una vita decorosa e al riparo da pericoli e rischi di ogni tipo.

Maria Pezzillo

Redazione Petpassion.tv

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