18 maggio 2018

categoria: Libri e Film, Slider

pubblicato da: Redazione PetPassion

Kedi, un film che racconta Istanbul dal punto di vista dei suoi gatti, vera anima della città.

I gatti di strada rappresentano per Istanbul l’anima più profonda della città, la regista Ceyda Torun ci porta alla scoperta dei gatti della sua città natale

 

“Kedi, la città dei gatti” è la storia di Istanbul e della sua colonia animale più attiva e fedele: i gatti di strada. Con questa pellicola la regista Ceyda Torun ha voluto mettere in evidenza l’importanza dei felini per la vita stessa della città e dei suoi abitanti.

I gatti di strada a Istanbul, infatti, sono rimasti un elemento immutato e invariato nonostante i continui cambiamenti della città, la cui popolazione negli anni è passata dai 4 ai 20 milioni di abitanti. La colonia felina rappresenta la vera e propria anima di Istanbul e “Kedi, la città dei gatti” vuole essere un sincero e sentito elogio a questi animali.

 

 

Istanbul, la città che ama i gatti di strada

Nell’ottica della regista Ceyda Torun, l’obiettivo principale del film “Kedi, la città di gatti” è di presentare la sua città natale – ovvero Istanbul – in maniera differente rispetto a come viene mostrata sulle guide turistiche. Il focus è infatti il rapporto profondo che lei e i suoi concittadini hanno con la natura e la colonia di gatti di strada che popolano ed animano la metropoli.

“Kedi, la città dei gatti” vuole mostrare agli spettatori una Istanbul vista dagli occhi dei mici. Per questo motivo per le riprese sono state utilizzate delle apposite “macchine fotografiche per gatti” che hanno seguito da vicino il vissuto dei felini di strada, consentendo ai mici stessi di “narrare le proprie vite”.

I gatti, nella mentalità mussulmana, sono considerati sacri, esattamente come gli indiani venerano le mucche: gli abitanti di Istanbul si prendono cura dei gatti di strada, pur consentendo loro di mantenere l’indipendenza. Ed è proprio questo messaggio di attenzione e amore verso i mici che Ceyda Torun vuole passare allo spettatore, il quale, durante la visione del film, dovrebbe sentire la sensazione di un gatto posato sulle ginocchia che fa le fusa.

 

Fonte: Pressbook Kedi