cane abbandonato cinaSull’isola il problema viene risolto con campagne di sterilizzazioni degli animali o con l’importazione dei cani di razza.

Il randagismo non riguarda solo l’Europa come abbiamo sottolineato qualche giorno fa. Anche a Mauritius, l’isola-Stato spersa nell’Oceano Indiano al largo delle coste africane, ci sono più di 200mila cani randagi, più o meno uno ogni sei abitanti umani. Il Governo dell’isola non ha scelto la strada degli abbattimenti di massa ma ha scelto un progetto di sensibilizzazione contro la proliferazione dei cani e dei gatti e l’importazione dei cani di razza.
Il 14 giugno, durante una conferenza stampa, il ministro dell’agricoltura Satush Faugoo, ha annunciato l’adozione del Dog Control Bill ed ha anche presentato la nuova campagna di sensibilizzazione nazionale.
Il ministro Satish Faugoo ha spiegato che quello dei cani randagi è un problema nazionale. Ha affermato: “non rendono alcun servizio al Paese, né alla società ed ancor meno all’ambiente. Al contrario, rappresentano un rischio per la popolazione e soprattutto per i turisti. Questo è un problema creato dalla società ed è questa che deve trovare una soluzione”. A partir dal 17 giugno, il Ministero, in collaborazione con la Mspca, renderà noti una serie di programmi di intervento che fanno parte della campagna nazionale che durerà fino al 31 luglio e costerà 2,7 milioni di rupie di Mauritius. Rashid Lotun, ispettore capo della Mspca, ha affermato: “la società non può più contentarsi di catturare i cani randagi ed ucciderli. Dobbiamo anche controllare la riproduzione di questi animali attraverso la sterilizzazione, per un migliore controllo della popolazione canina nell’isola”
La campagna di sterilizzazione è già iniziata con il porta a porta per sensibilizzare gli abitanti sulla necessità di sterilizzare i cani e per rassicurare le persone del fatto che l’operazione è gratuita.

Maria Pezzillo

Redazione Petpassion.tv

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