Vi ricordate Romeo, lo scatenato aristogatto appassionato di jazz? Bhè non è un caso che la Disney abbia immaginato proprio un felino nei panni di un intenditore di musica, pare infatti che l’orecchio dei gatti sia particolarmente sensibile ai suoni e alle melodie.

Perché i gatti amano la musica classica?

Chi ha esperienza di convivenza con un gatto è pronto a scommettere che al proprio micio piaccia ascoltare la musica; non solo, ma che abbia anche una spiccata predilezione per quella classica. Sono solo fantasie? Proiezioni di gusti che appartengono più al proprietario che al rispettivo micio? Sembrerebbe di no. A quanto pare, esistono doverse spigazioni, anche scientifiche, che avvalorano l’ipotesi che i gatti abbiamo uno spiccato senso musicale.

1. L’influenza della musicoterapia (anche sui gatti)

Innanzitutto è ormai diffusa l’opinione che la “musicoterapia” non sia una trovata new age, ma un fenomeno reale e dagli effetti visibili: le galline producono più uova, le mucche più latte, se ascoltano musica classica, e le guarigioni sono più rapide, se nella cura rientra anche Mozart o Bach. Anche se non se ne conosce del tutto la ragione scientifica, sembra chiaro che “qualcosa” nella musica ha un’influenza benefica sullo stato d’animo, sia umano che animale. Ma per quanto riguarda i gatti, possiamo aggiungere qualche elemento in più…

2. Udito straordinario del gatto

Il nostro amico è dotato di un udito tra i più fini del regno animale. Le sue orecchie sono in grado di intercettare anche i rumori più lievi, come quelli causati dalle piccole prede di cui va a ghiotto. Noi possiamo percepire suoni fino a 20 mila cicli al secondo. I gatti arrivano fino a 65 mila cicli al secondo e c’è chi pensa che possano arrivare addirittura a 100 mila cicli al secondo, riuscendo ad avvertire suoni che sono alla portata solo dei pipistrelli.
Per tornare alla musica, sappiate inoltre che il micio possiede il cosiddetto, e ambitissimo dai musicisti, “orecchio assoluto”, una capacità che permette di individuare le differenze tra due note quasi simili tra loro, diverse solo di un decimo di tono. Con un udito simile è comprensibile che il gatto non sopporti i rumori forti. Non solo le urla, i rumori imprevisti e acuti (la caduta di un oggetto o una porta che sbatte), ma anche la musica suonata ad alto volume -e il rock di solito non lo si lascia come sottofondo- sono per lui suoni sgradevoli e fastidiosi.

3. Il gatto sta bene se noi stiamo bene

C’è poi un’ultima ragione. Tendenzialmente la musica classica ha su di noi un effetto rilassante. Non stupiamoci del fatto che il nostro micio, dotato di una grandissima sensibilità, goda anche lui del nostro relax. Capace di decifrare i segnali lanciati dal nostro corpo, il nostro gatto è infatti in grado di capire quando stiamo bene e perché. Ecco perché, quando siamo seduti in poltrona ad ascoltare una sinfonia di Beethoven o una sonata di Bach, lui non esita un istante a saltare sulle nostre ginocchia: desidera godere con noi di quell’attimo di beatitudine.

Una curiosità sui gatti e la musica

viva-musica-classica-gatti-prevIl gatto è un fine intenditore musicale. E, se stiamo attenti, ci accorgeremo che gradisce la musica classica come sottofondo e che non ama invece quella troppo ritmata e a tutto volume.

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Immagine di copertina: Shutterstock
*Fonte approfondimento: Purina® GOURMET®