20 luglio 2009

pubblicato da: Redazione PetPassion

«Sono più orgoglioso e contento che mai di servire l’America e cercare di trovare strade per rendere questa nazione, il mondo intero, un posto migliore per i nostri figli e i figli dei nostri figli. Ovviamente parlo in senso metaforico: sono sterilizzato» Uno scherzo? Più o meno: si tratta del discorso del “first dog” Bo, […]

«Sono più orgoglioso e contento che mai di servire l’America e cercare di trovare strade per rendere questa nazione, il mondo intero, un posto migliore per i nostri figli e i figli dei nostri figli. Ovviamente parlo in senso metaforico: sono sterilizzato»
Uno scherzo? Più o meno: si tratta del discorso del “first dog” Bo, il perro de agua portoghse adottato dalla famiglia Obama, pubblicato dal New York Times in occasione dei primi 100 giorni di “mandato”.

A dargli voce (o meglio, “penna”!), il giornalista Ben Greenman, che ironizza sulla sua origine portoghese e ringrazia gli americani che stanno imparando a conoscerlo. «Prima del mio arrivo alla Casa Bianca in aprile, non ero molto conosciuto. Questo è comprensibile, perché la definizione di portoghese suonava straniera. Storicamente– spiega – la mia razza era utilizzata per pescare in acque basse o per trasportare messaggi dalle navi al porto più vicino. Ho cercato di dimostrare agli americani che mantengo la tradizione: ho avuto più successi che fallimenti. Ricordate quando ho addentato il microfono di un giornalista? Pensavo fosse un pesce».
Bo tiene anche a spiegare come sia favorevole al dialogo fra etnie diverse, dal momento che tutte le creature condividono lo stesso mondo: «Durante il soggiorno alla Casa Bianca ho trascorso diverso tempo con il cucciolo di pastore tedesco di Joe Biden, nonostante il nostro temperamento fosse molto diverso e anche la nostra capacità di mordere».

Infine, il cane presidenziale chiede di non essere frettolosi nel giudicarlo: «La stampa – aggiunge – si diverte a paragonare i miei record con quelli degli altri cani presidenziali. Non trovo che questo sia di aiuto: gli altri animali presidenziali sono giunti al potere in tempi diversi quando le sfide da affrontare erano differenti. Fra i cani con i quali vengo spesso messo a confronto ci sono Fala di Franklin Delano Roosevelt nel novembre del 1940, che ha rapidamente catturato l’attenzione nazionale. Ma allora erano tempi diversi, i rapporti con i media erano più cordiali. E anche i peccattucci di Fala, come il fatto che adorasse mangiare pattume e molestare le signore, venivano ignorati».

Ora invece, conclude Bo, sono tempi duri: «Ricordate anche come veniva criticato Buddy, il labrador dei Clinton. Prima della sua morte in un incidente stradale nel 2002, su Buddy si dicevano molte malignità sul fatto che non andasse d’accordo con il gatto Socks, come se fosse colpa sua (i gatti, deve essere ricordato, sono stupidi)» (B.P.)