9 agosto 2019

pubblicato da: PetPassion Redazione

Separazione, cosa dice la legge per gli animali domestici

Quando si parla di separazioni o divorzi non è sempre facile decidere chi dovrà prendersi cura dell’animale domestico. Ecco cosa dice la norma italiana in merito

 

Quando una coppia decide di dividersi non è mai un momento semplice. La separazione o il divorzio implicano infatti la decisione di stabilire a chi andranno e chi dovrà gestire beni materiali e immateriali, come la casa o i figli. In molti casi però ad andarci di mezzo sono anche gli animali domestici. Per questi ultimi la scelta di chi dovrà prendersene cura può sembrare più semplice rispetto alle altre decisioni che la coppia dovrà prendere, ma non sempre è così. E quando questo non accade possono innescarsi forti conflitti, che fanno più male che bene all’animale conteso. Ma che cosa dice la giustizia in merito?

 

Separazione, chi deve prendersi in carico l’animale domestico?

La legge italiana non prevede una norma specifica sull’affidamento degli animali domestici in caso di separazione o divorzio di una coppia. Viste però le richieste sempre più numerose da parte dei cittadini, i Giudici italiani hanno capito la necessità di dover prendere una decisione in merito a questa esigenza, e hanno quindi creato un principio giuridico che prevede due opzioni.

Nel primo caso sono i partner che si stanno separando a mettersi d’accordo su chi dovrà prendersi cura dell’animale. Tale accordo può essere inserito all’interno della separazione. Con questa prima opzione alcuni animali domestici sono stati affidati a uno dei due partner, con l’altro che ha il diritto di andare a trovarlo nei fine settimana e durante le vacanze. Ma sono stati anche previsti “affidamenti condivisi”, in cui le spese di mantenimento e il tempo passato con l’animale sono divisi al 50%.

Se invece i due coniugi o partner non riescono a trovare un accordo e continuano a litigare, sarà il Giudice a decidere per loro. In generale, fino ad adesso più che il principio di proprietà ha prevalso nelle decisioni della giustizia italiana i concetti legati all’affetto. Ad esempio, se uno dei due coniugi ha avuto l’affidamento di un minore che è particolarmente legato all’animale domestico, quest’ultimo verrà affidato a tale persona.

Un discorso ancora diverso va fatto per gli animali che rappresentano una fonte di reddito. Se, per esempio, i cuccioli sono protagonisti di spot pubblicitari o programmi televisivi, ma anche campioni di concorsi e mostre, i Giudici avranno la tendenza a decidere sulla base del lato economico legato all’animale. In ogni caso, per quanto una separazione o un divorzio possano essere difficili e dolorosi, l’importante è impegnarsi a garantire sempre il massimo benessere fisico e psicologico dell’animale, evitando nel modo più assoluto di trasformarlo in un oggetto di contesa.

 

Fonte: https://www.corriere.it/scienze/speciali/2016/diritti-animali-circo/notizie/con-chi-sta-pet-se-coppia-scoppia-non-c-norma-decide-giudice-f61cd950-70e4-11e9-90e5-1aa1d5fb0bf8.shtml