23 maggio 2011

pubblicato da: Redazione PetPassion

L’usura può portare a gesti tragici ed estremi: è il caso di un uomo di Bollate, che ha rubato e dato in pegno il cane della moglie. Un 55enne residente a Bollate ha rubato qualche settimana fa il cane della consorte, per darlo in pegno agli strozzini a cui doveva oltre 3.500 euro, avuti per […]

Un pincher come il piccolo e sfortunato Pongo

Un pincher come il piccolo e sfortunato Pongo

L’usura può portare a gesti tragici ed estremi: è il caso di un uomo di Bollate, che ha rubato e dato in pegno il cane della moglie.

Un 55enne residente a Bollate ha rubato qualche settimana fa il cane della consorte, per darlo in pegno agli strozzini a cui doveva oltre 3.500 euro, avuti per poter continuare a giocare alle slot machine. L’uomo, affetto da una forma molto forte di gioco compulsivo, da diverso tempo era ricorso ai “prestiti” che gli venivano forniti da un presunto strozzino, regolarmente presente nella zona del bar dove da oltre 20 anni passa parte del suo tempo a giocare al videopoker.

Speso ancora una volta tutto il proprio stipendio, il giocatore incallito si è rivolto ancora una volta agli usurai chiedendo un prestito di ulteriori 500 euro, a questo punto lo strozzino ha preteso una garanzia come forma di certezza del pagamento del debito arretrato. Da qui la folle decisione di “rapire” il cane della moglie, un pincher nano di due anni. Tornata dal lavoro, la donna si è accorta immediatamente dell’assenza del cane e dopo aver chiesto ai vicini notizie sul suo Pongo senza ricevere indicazioni utili ha chiesto al marito, che ha candidamente ammesso il gesto, garantendo il cane sarebbe stato restituito al saldo del debito.

Per fortuna la cosa è finita bene: il 55enne ha potuto saldare parte del suo debito e dopo tre giorni il piccolo Pongo è tornato nelle braccia della sua padrona. Una volta rientrato il cane in casa, la moglie, 49 anni, ha scelto di non farla passare liscia al marito e si è rivolta al tribunale degli animali, sporgendo denuncia e ottenendo la condanna  dell’uomo a rifondere 500 euro di danni morali e a non avvicinarsi al cane per tre mesi.

L’usura è purtroppo sempre più diffusa in Italia, a causa della congiuntura economica negativa. Per questo numerose associazioni per i diritti dei consumatori, comprese AIDAA e CODICI, sono sempre più attive nel combatterla e diffondere la giusta cultura a riguardo.

Claudia Resta
Petpassion.tv – press@petpassion.tv