“Come cane e gatto” spesso è solo un modo di dire

dom, apr 12, 2009

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Quanti di noi hanno avuto esperienze dirette di cani e gatti amici per la pelle! Due cuccioli che crescono insieme e si amano come veri fratelli, cagnoline che adottano micini o viceversa. Ma allora, perché non è sempre così? Perché cani e gatti storicamente sono nemici giurati?

Il fatto è che alla base c’è quello che potremmo definire un problema di “comunicazione”: atteggiamenti completamente opposti per “presentarsi” e, al contrario, “minacciarsi”. I cani, appena si incontrano, per conoscersi e riconoscersi, si annusano sul “di dietro”, mente i gatti sul muso, delicatamente, arrivando quasi a strofinarsi i nasi. Loro non apprezzano affatto che, con fare irruento, qualcuno si precipiti sul loro posteriore, e viceversa i cani si mettono muso a muso per lanciarsi sfide e stabilire chi è il più forte. Non solo: I cani, per invitare al gioco, sono soliti scodinzolare e inarcare la schiena, tenendo le zampe anteriori flesse a terra e quelle posteriori distese. Il gatto, invece, agita la coda quando è nervoso e inarca la schiena, arruffando tutto il pelo e correndo in obliquo, solo in situazioni di fuga, difesa o attacco imminente. Se sta per attaccare, le sue orecchie saranno abbassate, esattamente come fa il cane per sottomettersi.

Ecco dunque spiegato uno dei luoghi comuni più antichi del mondo. Un po’ come quando un italiano chiede del “burro” e uno spagnolo capisce “asino”! (B.P.)

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