Conoscere la genealogia del felino è fondamentale per determinarne la razza, così come documentare questi dati all’interno di un certificato ufficiale.

Quando parliamo di pedigree del gatto ci riferiamo a quel documento genealogico che ne certifica la discendenza, le sue caratteristiche principali e la razza. Si tratta, quindi, della carta d’identità del nostro animale da compagnia senza la quale il gatto non può realmente essere considerato di razza.

E questo vuol dire che un felino senza pedigree sia peggiore di uno che detiene il certificato? La risposta è semplice: assolutamente no.

Ma cerchiamo di fare più chiarezza su che cos’è il pedigree del gatto, partendo dalla sua storia.

 

Pedigree del gatto: la storia del certificato

L’origine di questa parola deriva dal francese “pied de grue” che letteralmente significa “zampa di gru”. Questa parola indica il simbolo composto da tre tratti rettilinei con cui si usava rappresentare la genealogia nei registri nobiliari inglesi.

Il pedigree, quindi, indica l’albero genealogico dell’animale. Inizialmente era utilizzato solamente per tracciare la discendenza dei cavalli da corsa, ma nel tempo è stato esteso anche agli animali da compagnia, tra cui il gatto.

I dati riportati all’interno del pedigree del gatto sono diversi e tra questi possiamo trovare:

  • dati anagrafici e identificativi come nome, sesso, data di nascita, microchip o colore del mantello;
  • genealogia del felino (genitori, nonni, bisnonni e trisnonni);
  • dati anagrafici dell’allevatore e indirizzo dell’allevamento.

 

Il pedigree del gatto è un documento che identifica a tutti gli effetti il felino come un “gatto di razza”. Come si fa per ottenerlo?

 

Come ottenere il pedigree del gatto

I gatti di razza sono moltissimi, ma la modalità per richiederne l’attestato è unica. Innanzitutto, è bene tenere a mente che per ottenere il pedigree per il proprio gatto da compagnia è necessario rispettare alcuni tempi e regole fondamentali.

Per iscriversi al Libro Origini si hanno dai 30 ai 40 giorni al massimo dopo il parto, passati i quali non sarà più possibile procedere con la richiesta alle Associazioni Feline, tra cui l’ANFI (Associazione Nazionale Felina Italiana).

Il documento che verrà rilasciato dovrà essere considerato a tutti gli effetti un certificato ufficiale e legale, ai sensi della legislazione relativa all’emissione di certificati ufficiali a partire dalla Direttiva CEE 174/91 e dal Decreto Legislativo 529/92. Questo documento attesterà l’appartenenza del micio a una razza pienamente riconosciuta, con una discendenza da gatti di razza pura almeno nelle tre generazioni precedenti.

 

Costi e altre informazioni sul pedigree del gatto

A differenza di quanto si possa pensare, il pedigree del gatto ha un costo piuttosto contenuto che può variare a seconda della regione in cui ci si trova ma che, ad ogni modo, difficilmente supera i 20 euro.

Il consiglio è quello di verificare sempre sui siti ufficiali e sui portali delle varie associazioni la veridicità dei documenti e la serietà degli allevamenti. Purtroppo, infatto, vi è il rischio di incorrere in alcune truffe.

Ad esempio, se la cucciolata è nata da una gatta troppo giovane (ovvero che non aveva compiuto ancora i 10 mesi di vita al momento del parto), l’allevatore potrebbe essere soggetto a richiami e controlli in quanto non avrebbe rispettato un divieto imposto per legge. Per questo e altri motivi è bene essere sempre preparati e sapere come riconoscere un gatto di razza.

 

Foto: iStock

Approfondimento: Purina ONE