5 febbraio 2019

pubblicato da: PetPassion Redazione

Metodi per addestrare un cane da cucciolo.

L’addestramento di un cucciolo richiede la conoscenza di alcune tecniche specifiche, tuttavia è possibile anche in casa applicare alcune regole per migliorare l’educazione del cucciolo e facilitare una buona convivenza con il cane.

 

È arrivato un cucciolo in casa, tutta la famiglia è entusiasta del nuovo arrivo, ma spesso nessuno si preoccupa di come addestrare un cane appena nato. Eppure, l’educazione del cucciolo è un argomento che va trattato sin dai primi giorni di ingresso dell’animale in casa, sia perché le tecniche di addestramento sono più efficaci se applicate su un cucciolo, sia per evitare che l’animale acquisisca delle abitudini, che col passar del tempo sono più difficili da eliminare. In alcuni casi per capire come educare un cane può essere necessario rivolgersi ad esperti in educazione cinofila, altre volte è invece sufficiente imparare alcuni comandi base, da insegnare al cucciolo nei primi giorni di ingresso in casa.

 

Metodi di addestramento cuccioli

Sono due le tecniche di addestramento cinofilo più utilizzate nelle scuole di addestramento cani: si tratta del metodo tradizionale e del metodo di educazione gentile.

  • Il metodo tradizionale lavora sui criteri della ripetizione, gratificazione e punizione. Si basa sulla capacità dell’animale di associare un momento positivo ad un’azione corretta e una punizione ad un’azione sbagliata, per cui bisogna dare una ricompensa all’animale quando fa qualcosa di giusto e sgridarlo quando sbaglia. In questo modo, attraverso il criterio della ripetizione, il cane capirà che ogni volta che fa ciò che gli viene chiesto, ottiene qualcosa da mangiare o semplicemente una coccola, mentre quando sbaglia viene rimproverato, causando in lui un’esperienza negativa, che non vorrà più ripetere.
  • Invece il metodo di educazione gentile esclude completamente l’applicazione di una punizione, anche se solo verbale: quando il cane sbaglia va ignorato, o al massimo ripreso con un sonoro “NO”, mentre quando esegue correttamente i comandi richiesti viene premiato con una ricompensa. In tal modo l’educazione del cucciolo viene vissuta come un gioco, in cui l’insegnamento è un’esperienza positiva sempre premiata e assecondata.

Entrambi questi metodi su come educare un cane sono ancora utilizzati nelle scuole di addestramento, che possono arbitrariamente preferire l’una o l’altra; quindi se si decide di far addestrare un cucciolo, si può incorrere nell’una o nell’altra, a seconda di quella preferita dall’educatore al quale ci si rivolgerà.

 

Come educare un cucciolo: i comandi principali

Premesso che per educare un cucciolo è fondamentale rivolgersi ad educatori cinofili esperti, si possono tuttavia insegnare al cane alcuni comandi anche a casa, al fine di raggiungere alcuni traguardi essenziali per una corretta convivenza con il cane. Eccone qualcuno.

  • Comando “seduto”
    Biscottino alla mano, bisogna farne sentire l’odore al cane, senza però offrirglielo, deve solo sapere che c’è e presto sarà suo. A questo punto è necessario avvicinare il biscotto al muso del cane, quindi alzare il pugno, in modo che il cane sia portato a sollevare il muso e, di conseguenza, abbassare le zampe posteriori. Se non dovesse sedersi subito, ci si può aiutare con l’altra mano, facilitando il movimento verso il basso. Una volta seduto, bisognerà ripetere un paio di volte la parola “seduto” e quindi offrire il biscotto al cane.

 

  • Comando “resta”

Serve nei casi in cui si voglia educare il cucciolo a restare fermo in un posto, mentre il proprietario si allontana. È preferibile che l’animale conosca già il comando seduto, in modo da iniziare da questa posizione. Anche in questo caso è importante avere in mano un biscotto, da porgere al cane una volta ottenuto il risultato. Quando il cane è seduto, ci si posiziona di fronte a lui, e con palmo aperto e mano ferma bisogna dire la parola “resta”, fare un passo indietro e dire nuovamente “resta”. Via via che si ripete questo gesto, se il cane resta fermo, va ricompensato con un biscotto e si può continuare, allontanandosi via via sempre di più dall’animale.

 

  • Comando “vieni”
    L’ultimo comando è molto importante, perché permette al proprietario di avere sempre sotto controllo il proprio cane, anche quando è tenuto senza guinzaglio. Questo comando infatti insegna al cane a rispondere al richiamo dell’amico umano e si impartisce a partire dal comando seduto. Una volta che il cane ha capito che deve restare fermo quando il proprietario si allontana, a quel punto si può impartire il comando “vieni” per indicargli di avvicinarsi a sé. Piano piano il cane capirà quando deve restare seduto e quando invece può andare verso il suo amico umano.

 

I metodi di addestramento

Il metodo tradizionale di addestramento del cane è da sempre basato su tre criteri: la ripetizione, la gratificazione e la punizione. Un tempo per punizione si intendeva la punizione corporale. Oggi per punizione si intende sgridare il cucciolo quando fa qualcosa di vietato. 

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Foto: Shutterstock

Approfondimento: Purina Proplan