Cani e gatti stressati, colpa dei padroni

mer, mar 17, 2010

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rapporto_cane_padroneCani e gatti come amici e compagni inseparabili, supporti importantissimi contro la solitudine, per anziani, ma anche per single: sono noti i benefici che le unioni, la socializzazione, fra proprietari e animali domestici possono portare ai proprietari stessi, che vedono nei loro compagni a quattro zampe un amico su cui riversare il proprio affetto e i propri sentimenti di amicizia e amore; molti anziani, spesso in altri contesti lasciati soli, trovano nel gatto di casa, nelle passeggiate quotidiane con il proprio cane un grande beneficio e un grande conforto.

E tuttavia spesso questi sentimenti, questi rapporti, possono sfociare in estremizzazioni complesse e non sempre benefiche, umanizzazioni eccessive degli animali domestici che portano a stress e nevrosi nei nostri amici: è una riflessione portata dal dottor Federico Coccìa, medico veterinario e direttore sanitario la clinica veterinaria Vigna Clara Roma Nord, che ci aiuta a capire come i nostri animali domestici, adorati e vezzeggiati quotidianamente, spesso diventino per noi, inconsapevolmente, dei surrogati per rapporti personali spesso difficili da costruire; vedove e anziani altrimenti lasciati soli, single per scelta, che spesso rifiutano l’idea di condividere la propria vita con altri esseri umani, persone divorziate che prendono un animale domestico per rimpiazzare l’ex marito o la ex moglie: sono tutti casi in cui l’animale domestico assume sempre più il ruolo di un supporto emotivo imprescindibile; spesso in maniera negativa.

Anche perchè questo rapporto eccessivamente umanizzante finisce spesso per influire negativamente sulla natura propria dei nostri amici animali, facendo loro perdere progressivamente quelle caratteristiche specifiche che li contraddistinguono, caratteristiche naturali e istintive, proprie del loro comportamento; ed è allora che, secondo il dottor Coccìa, si presentano delle vere e proprie “aberrazioni”: «Succedono quando per troppo amore si arriva a umanizzare il cane e il gatto. E allora il cane che dorme nel letto del padrone sotto al piumino che è inutile perché lui ha il suo pelo e poi ha la sua cuccia. Il cane (o gatto) che mangia nello stesso piatto del padrone: sono casi limite ma esistono. Quando il cane perde la caninità e il gatto la felinità significa che non abbiamo più rispetto del cane e del gatto. Ho visto cani mascherati a Carnevale, addirittura con le unghie smaltate: è intollerabile».

Tutti questi comportamenti, insieme alle tendenze più vanitose dei padroni (come collari di swarosky, cappottini di pelliccia di animali, cucce leopardate, e simili), influiscono negativamente sulla psicologia e sulle abitudini di vita di cani e gatti, creando stress e vere e proprie nevrosi; allo stesso modo di tendenze alimentari sbagliate, come la sovralimentazione, altro aspetto negativo di questa eccessiva umanizzazione dei nostri amici, data dal troppo affetto che mettiamo anche nel nutrirli, che causa obesità, problemi cardiaci  e altre patologie.

A fronte di questi comportamenti eccessivi, spesso involontari, molto più opportuno sarebbe invece cercare di instaurare un rapporto più naturale, spontaneo con i nostri cani e gatti, assecondare le loro naturali tendenze, come gli istinti di branco dei cani, che amano fare cose insieme (come ad esempio una bella vacanza, al posto del trascorrere il periodo estivo in pensioni a loro dedicate, molto lussuose, ma spesso anche molto costose), e certamente cercare di evitare tutti quei comportamenti che possono essere considerati da noi una grande manifestazione di affetto, ma da loro sono spesso vissuti come invasivi, inutili nella migliore delle ipotesi, negativi e dannosi nella peggiore.


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