Cani e gatti non sono uguali: neanche nella dieta

sab, mar 21, 2009

Cura dell'animale, Nutrizione

Lotta eterna quella fra cane e gatto, anche per assicurarsi l’amore del proprio padrone: il “migliore amico dell’uomo” frequenta le nostre case abbondantemente, ma anche lo schivo felino che sceglie quando avere le sue coccole popola spesso gli ambienti familiari, e gli amici di Pet Passion lo sanno bene. Uno dei terreni di maggiore differenza, tuttavia, è e resta quello delle abitudini alimentari: vediamo come cambiano.

Per natura, entrambi i nostri amici a quattro zampe si sono evoluti con abitudini differenti, laddove i gatti sono carnivori, e non possono sostenersi senza assumere proteine animali, i cani possono utilizzare entrambe le fonti di cibo per il proprio nutrimento, anche se per inclinazione naturale sono primariamente mangiatori di carne; per questo motivo i cani rischiano una malnutrizione se alimentati con cibo economico a larga base di cereali; il cibo per gatti di questo tipo è ovviamente ancora peggiore.
Le diete che si basano fortemente su cereali e carboidrati possono funzionare in alcuni casi per gli animali onnivori (ad esempio per dare un grande apporto di energia), ma sono dannose per i carnivori, che necessitano delle proteine per tutta una serie di compiti come la crescita, e la riparazione di tessuti. Inoltre, nel caso dei carnivori, particolarmente sensibili ai carboidrati, l’apporto eccessivo di questi ultimi può portare a obesità e malattie: questa è anche una delle teorie alla base del grande aumento di peso di un gatto anche a fronte di un baso consumo di cibo.
La dieta naturale di un gatto in natura è molto ricca di grassi e proteine, e prevede solo circa il 10% di carboidrati: modificare questo equilibrio – anche in maniera sensibile, come avviene spesso con molti prodotti commerciali – può ovviamente portare gravi problemi (obesità, diabete, disturbi digestivi, infiammazioni). Inoltre ci sono molti nutrienti che sono necessari nella dieta di un gatto, ma sono superflui per un cane: ad esempio la vitamina A nella sua forma attiva (reperibile solo nelle proteine animali), o la Niacina, una vitamina B essenziale, entrambe sostanze che non possono essere prodotte dal gatto e devono essere assunte. Lo stesso per quanto riguarda vari amminoacidi, o l’arginina, che un gatto non può produrre, a differenza di un cane, o la taurina (importantissima per il corretto funzionamento della retina, del cuore, dei fluidi biliari e per alcuni aspetti riproduttivi dei felini), un amminoacido che non si trova nei tessuti vegetali.

E’ evidente dunque che esistano numerosissime differenze nutrizionali e biochimiche fra i nostri amici di famiglia, differenze che richiedono necessariamente una grande attenzione e dove possibile il supporto di un nutrizionista. E’ altrettanto evidente poi che le diete basate su prodotti cucinati in casa sono in gran parte dei casi inefficaci, e rischiano anche di essere dannose, se non riusciamo a bilanciare correttamente i diversi elementi nutritivi: anche in questo caso, è importantissimo consultare un veterinario. (F.M.)

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