La clonazione del pastore tedesco Trakr, l’eroe a quattro zampre dell’11 settembre? Secondo Michel Kuan, responsabile Lav (Lega anti-vivisezione) è ”ripugnante, sia dal punto di vista etico che scientifico: l’indice di fallimento per gli esperimenti di clonazione rimane altissimo, quindi anche in questo caso l’esperimento prevede lo sfruttamento e la sofferenza di animali che vengono usati come bacini di produzione di esemplari copia. Il laboratorio coreano che avrebbe clonato il cane-eroe – ha sottolineato Kuan – sarebbe riuscito a far nascere (dopo chissà quanti embrioni, feti e cloni malati soppressi) cinque cuccioli, nati senza alcuna identità etologica e cresciuti in laboratorio, per poi essere trasportati su voli trans-oceanici e arrivare in America, il paese che li ha ordinati come se fossero oggetti qualunque”. Senza contare che, ha concluso il responsabile Lav, “”E’ impensabile riportare in vita un individuo deceduto perché, come dice la parola stessa, è unico. E il fatto è reso ancora più grave considerando i molti milioni di cani randagi che vivono soffrendo la fame e privati dell’affetto e della sicurezza di una casa”. Come dargli torto? (B.P.)
















20. giugno 2009 at 17:25
Io non sono d’accordo. Essere arrivati in un’era in cui è possibile clonare un animale (in questo caso un cane) è a dir poco eccezionale. Certo non bisogna abusarne clonando addirittura cinque cani dall’originale però penso che sia un modo davvero fantastico per conservare il ricordo di un cane defunto.Semmai dovesse capitarmi, i “cloni” del mio cane li vedrei un pò come i suoi figli, perchè sono pur sempre una piccola parte di esso.
21. giugno 2009 at 14:30
io agostino lo clonerei subito, il problema è come si fa? al momento credo rimanga una curiosità da giornale.
22. giugno 2009 at 17:25
ehh Bruno, Agostino in effetti mancherà a tutti, anche a quelli che lo avevano vicino per pochi minuti…
però, è anche vero che ci sono tanti cuccioli e non che aspettano di essere portati a casa, nei canili, e quindi prima di clonare penseremo a loro